24 novembre 2025

La nuova manovra finanziaria prevede un aumento dei fondi per l’editoria. Una priorità?

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Manovra finanziaria 2025: nuovi fondi pubblici all’editoria e aumento del Fondo pluralismo


Manovra finanziaria 2025 e sostegno all’editoria

La manovra finanziaria 2025, definita anche “Manovrina”, produce risorse limitate per sanità, istruzione, trasporti e scuola, ma prevede stanziamenti per l’editoria attraverso fondi pubblici dedicati.

Il tema centrale riguarda proprio l’utilizzo di risorse pubbliche a favore del settore editoriale e la loro distribuzione.


Nuove misure di sostegno all’editoria per il 2025

È stato registrato alla Corte dei conti il DPCM 17 aprile 2025 che individua gli interventi a favore del settore editoriale per l’anno 2025 e ripartisce le risorse complessive pari a 82 milioni di euro, a valere sul Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, istituito dall’articolo 1, comma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198.

Ripartizione delle risorse 2025

Gli 82 milioni sono così suddivisi:

  • 10 milioni per il contributo alle edicole
  • 3 milioni per il contributo ai “punti vendita non esclusivi”
  • 4 milioni per il contributo alle imprese di distribuzione di quotidiani e periodici
  • 65 milioni per il contributo sulle copie vendute nel 2023 a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici

Le risorse sono gestite dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

Obiettivo 2026: incremento del Fondo pluralismo

Per il 2026 sono stati presentati emendamenti alla manovra che prevedono un aumento significativo delle risorse destinate all’editoria.

Due proposte, presentate da senatori di Fratelli d’Italia e Forza Italia, prevedono:

  • Incremento di 125 milioni di euro per il 2026 del Fondo per la quota destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri
  • Ulteriore incremento di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028

L’obiettivo dichiarato è sostenere la domanda di informazione in considerazione dell’aumento dei costi di produzione.

La ripartizione delle risorse sarà definita tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.


Contributi pubblici ai giornali: prima rata 2024

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha pubblicato l’elenco delle testate che hanno ottenuto il diritto al contributo pubblico diretto per l’anno 2024.

Si tratta del finanziamento previsto per:

  • Cooperative di giornalisti
  • Società senza fini di lucro
  • Testate espressione di minoranze linguistiche

Prime quindici testate per contributo assegnato (prima rata 2024)

  • Dolomiten – 3.088.498,01 €
  • Famiglia Cristiana – 3.000.000,00 €
  • Avvenire – 2.788.881,72 €
  • Libero – 2.703.559,99 €
  • ItaliaOggi – 2.031.266,98 €
  • Il Quotidiano del Sud – 1.848.080,44 €
  • Gazzetta del Sud – 1.743.166,34 €
  • Il manifesto – 1.569.621,95 €
  • La Gazzetta del Mezzogiorno – 1.521.715,17 €
  • Corriere Romagna – 1.109.178,49 €
  • Cronacaqui.it – 1.103.650,03 €
  • Il Foglio – 1.047.652,79 €
  • Primorski dnevnik – 833.334,04 €
  • Ciociaria Oggi – 814.966,33 €
  • Il Cittadino – 712.049,40 €

Dolomiten è un quotidiano in lingua tedesca della provincia autonoma di Bolzano, mentre Primorski dnevnik è un quotidiano della minoranza slovena pubblicato a Trieste.

I contributi sono attribuiti sulla base di calcoli che tengono conto dei costi sostenuti e della diffusione.

Testate esclusivamente digitali

Tra le testate esclusivamente digitali che hanno ottenuto i maggiori contributi pubblici diretti (circa mezzo milione di euro per la prima rata) figurano:

  • La Discussione
  • Secolo d’Italia

Ricevono contributi anche quotidiani con maggiore diffusione, tra cui Avvenire e Libero.


Fondo straordinario per l’editoria: a chi sono andate le risorse

Nel 2023 è stato attivato il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno dell’innovazione nell’editoria”, con una dotazione di 140 milioni di euro destinati a editori di riviste, giornali ed emittenti radiotelevisive.

Tra i beneficiari:

  • RCS MediaGroup – oltre 11 milioni di euro
  • GEDI Gruppo Editoriale – oltre 6 milioni di euro

RCS pubblica il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, mentre GEDI pubblica Repubblica, La Stampa, La Provincia Pavese e La Sentinella del Canavese.


Finalità del finanziamento pubblico all’editoria

Il finanziamento diretto all’editoria dovrebbe avere uno scopo specifico: sostenere il pluralismo dell’informazione, aiutando in particolare:

  • Piccole testate locali
  • Testate delle minoranze linguistiche
  • Testate indipendenti edite da cooperative di giornalisti

La forma cooperativa è utilizzata come requisito di accesso ai contributi pubblici previsti dalla normativa vigente.


Manovra finanziaria 2025 e fondi pubblici all’editoria: sintesi

La manovra finanziaria 2025 prevede:

  • 82 milioni di euro per l’editoria nel 2025
  • Proposta di incremento di 125 milioni nel 2026
  • Ulteriori 60 milioni annui dal 2026 al 2028
  • Contributi pubblici diretti a numerose testate nazionali e locali
  • Fondo straordinario 2023 da 140 milioni per l’innovazione nel settore

Il tema centrale resta la destinazione e l’utilizzo dei fondi pubblici all’editoria nell’ambito della manovra finanziaria 2025 e delle successive previsioni di incremento per il 2026.

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