La nuova manovra finanziaria prevede un aumento dei fondi per l’editoria. Una priorità?
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Manovra finanziaria 2025: nuovi fondi pubblici all’editoria e aumento del Fondo pluralismo
Manovra finanziaria 2025 e sostegno all’editoria
La manovra finanziaria 2025, definita anche “Manovrina”, produce risorse limitate per sanità, istruzione, trasporti e scuola, ma prevede stanziamenti per l’editoria attraverso fondi pubblici dedicati.
Il tema centrale riguarda proprio l’utilizzo di risorse pubbliche a favore del settore editoriale e la loro distribuzione.
Nuove misure di sostegno all’editoria per il 2025
È stato registrato alla Corte dei conti il DPCM 17 aprile 2025 che individua gli interventi a favore del settore editoriale per l’anno 2025 e ripartisce le risorse complessive pari a 82 milioni di euro, a valere sul Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, istituito dall’articolo 1, comma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198.
Ripartizione delle risorse 2025
Gli 82 milioni sono così suddivisi:
- 10 milioni per il contributo alle edicole
- 3 milioni per il contributo ai “punti vendita non esclusivi”
- 4 milioni per il contributo alle imprese di distribuzione di quotidiani e periodici
- 65 milioni per il contributo sulle copie vendute nel 2023 a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici
Le risorse sono gestite dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria.
Obiettivo 2026: incremento del Fondo pluralismo
Per il 2026 sono stati presentati emendamenti alla manovra che prevedono un aumento significativo delle risorse destinate all’editoria.
Due proposte, presentate da senatori di Fratelli d’Italia e Forza Italia, prevedono:
- Incremento di 125 milioni di euro per il 2026 del Fondo per la quota destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri
- Ulteriore incremento di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028
L’obiettivo dichiarato è sostenere la domanda di informazione in considerazione dell’aumento dei costi di produzione.
La ripartizione delle risorse sarà definita tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Contributi pubblici ai giornali: prima rata 2024
Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha pubblicato l’elenco delle testate che hanno ottenuto il diritto al contributo pubblico diretto per l’anno 2024.
Si tratta del finanziamento previsto per:
- Cooperative di giornalisti
- Società senza fini di lucro
- Testate espressione di minoranze linguistiche
Prime quindici testate per contributo assegnato (prima rata 2024)
- Dolomiten – 3.088.498,01 €
- Famiglia Cristiana – 3.000.000,00 €
- Avvenire – 2.788.881,72 €
- Libero – 2.703.559,99 €
- ItaliaOggi – 2.031.266,98 €
- Il Quotidiano del Sud – 1.848.080,44 €
- Gazzetta del Sud – 1.743.166,34 €
- Il manifesto – 1.569.621,95 €
- La Gazzetta del Mezzogiorno – 1.521.715,17 €
- Corriere Romagna – 1.109.178,49 €
- Cronacaqui.it – 1.103.650,03 €
- Il Foglio – 1.047.652,79 €
- Primorski dnevnik – 833.334,04 €
- Ciociaria Oggi – 814.966,33 €
- Il Cittadino – 712.049,40 €
Dolomiten è un quotidiano in lingua tedesca della provincia autonoma di Bolzano, mentre Primorski dnevnik è un quotidiano della minoranza slovena pubblicato a Trieste.
I contributi sono attribuiti sulla base di calcoli che tengono conto dei costi sostenuti e della diffusione.
Testate esclusivamente digitali
Tra le testate esclusivamente digitali che hanno ottenuto i maggiori contributi pubblici diretti (circa mezzo milione di euro per la prima rata) figurano:
- La Discussione
- Secolo d’Italia
Ricevono contributi anche quotidiani con maggiore diffusione, tra cui Avvenire e Libero.
Fondo straordinario per l’editoria: a chi sono andate le risorse
Nel 2023 è stato attivato il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno dell’innovazione nell’editoria”, con una dotazione di 140 milioni di euro destinati a editori di riviste, giornali ed emittenti radiotelevisive.
Tra i beneficiari:
- RCS MediaGroup – oltre 11 milioni di euro
- GEDI Gruppo Editoriale – oltre 6 milioni di euro
RCS pubblica il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, mentre GEDI pubblica Repubblica, La Stampa, La Provincia Pavese e La Sentinella del Canavese.
Finalità del finanziamento pubblico all’editoria
Il finanziamento diretto all’editoria dovrebbe avere uno scopo specifico: sostenere il pluralismo dell’informazione, aiutando in particolare:
- Piccole testate locali
- Testate delle minoranze linguistiche
- Testate indipendenti edite da cooperative di giornalisti
La forma cooperativa è utilizzata come requisito di accesso ai contributi pubblici previsti dalla normativa vigente.
Manovra finanziaria 2025 e fondi pubblici all’editoria: sintesi
La manovra finanziaria 2025 prevede:
- 82 milioni di euro per l’editoria nel 2025
- Proposta di incremento di 125 milioni nel 2026
- Ulteriori 60 milioni annui dal 2026 al 2028
- Contributi pubblici diretti a numerose testate nazionali e locali
- Fondo straordinario 2023 da 140 milioni per l’innovazione nel settore
Il tema centrale resta la destinazione e l’utilizzo dei fondi pubblici all’editoria nell’ambito della manovra finanziaria 2025 e delle successive previsioni di incremento per il 2026.

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