25 novembre 2025

Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Violenza sulle donne: perché denunciare è il primo passo contro la censura del silenzio


Violenza sulle donne e silenzio: una forma di censura

Tacere per paura, vergogna o pudore rappresenta una delle forme più gravi di censura per una donna vittima di violenza.

La violenza sulle donne non si manifesta solo in modo evidente o pubblico: spesso è nascosta, silenziosa, consumata all’interno delle mura domestiche, lontano dagli sguardi esterni.

Il silenzio può trasformarsi in una barriera che impedisce di chiedere aiuto, di denunciare e di interrompere situazioni di abuso. In questo modo, la violenza resta invisibile, ma continua a produrre conseguenze profonde sulla libertà e sulla dignità della persona.

Le violenze invisibili dentro le mura domestiche

Molte forme di violenza contro le donne avvengono in contesti familiari o relazionali. Non sempre si tratta di episodi evidenti: possono essere comportamenti ripetuti, pressioni psicologiche, limitazioni della libertà personale.

Reagire significa riconoscere che anche le violenze meno visibili hanno un impatto reale. Significa comprendere che il rispetto, l’autonomia e la sicurezza non sono concessioni, ma diritti fondamentali.

Trovare il coraggio di reagire

Trovare il coraggio di reagire è un atto di consapevolezza.

Significa ribellarsi a dinamiche che sottraggono libertà e autodeterminazione. Significa interrompere un meccanismo che spesso si alimenta proprio del silenzio e dell’isolamento.

Ogni donna ha il diritto di vivere senza paura e senza condizionamenti. La libertà personale non può essere limitata da violenze, pressioni o intimidazioni.

Libertà e dignità: un diritto fondamentale

Fare in modo che la propria libertà non venga sottratta da niente e da nessuno è un diritto che ogni donna deve a se stessa.

La violenza sulle donne non è solo un problema individuale, ma una questione che riguarda l’intera società. Contrastarla significa riconoscere il valore della dignità, dell’uguaglianza e del rispetto.


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