No ai profilattici gratis per over 26. Connessione tra storia e salute
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

I preservativi gratis sarebbero un colpo di grazia alla natalità di un Piemonte che non cresce più

“I preservativi gratis sarebbero un colpo di grazia alla natalità di un Piemonte che non cresce più”.
Con questa motivazione, un esponente di Fdl Roberto Ravello, consigliere regionale del Piemonte boccia e deride una proposta di un partito di minoranza che propone di regalare preservativi ai giovani over 26.
“Se si regalano preservativi la situazione demografica del Piemonte e del paese peggiora”.
Perché chiamati in causa proprio i giovani over 26?
Perché questo esponente politico esprime determinate dichiarazioni?
Il primo si basa su dati scientifici, il secondo su fatti storici.
I dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano un aumento delle nuove diagnosi di HIV, principalmente legate a rapporti sessuali non protetti.
Nel 2024, l'87,6% delle nuove infezioni è stato trasmesso tramite rapporti sessuali (eterosessuale e MSM), con un'incidenza crescente tra giovani (20-34 anni) e stranieri.
La Modalità di trasmissione:
I rapporti sessuali non protetti rappresentano la causa preponderante, con oltre l'85% dei casi totali.
In Italia, i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) segnalano un netto aumento delle infezioni sessualmente trasmesse (IST), con un incremento complessivo del 16,1% nel 2023 rispetto al 2021.
Gonorrea (+83%), sifilide (+26%) e clamidia sono le infezioni in maggiore crescita, registrando picchi che superano i livelli pre pandemici, colpendo soprattutto giovani e giovani adulti.
Cause dell'aumento: Esperti segnalano una scarsa informazione tra i giovani, un minore timore delle conseguenze (specialmente dopo la prevenzione focalizzata sul Covid) e una minore percezione del rischio.
Mentre un riferimento storico non deve mancare per dare una spiegazione a ciò che afferma Ravello.
Durante il ventennio fascista le nascite erano un tema molto caldo e dibattuto, perché su questo fattore si basava l’ideologia “della razza”, ma non solo, anche il Welfare di quel tempo che nulla aveva a che fare con l’amore per gli italiani.
“Lo affermo con grande determinazione, che il potere politico e morale delle nazioni, è la loro potenza demografica” (Benito Mussolini).
Misure e sanzioni
Viene istituita una tassa sul celibato e una condanna morale per coloro che non scelgono la famiglia. Misure coercitive da adottare nei confronti delle donne ridotte a strumenti della proliferazione del popolo. Il regime prevede pene severissime e senza nessun riguardo per ogni scherno e derisione del matrimonio, della famiglia e della maternità e per misure prese contro il regresso delle nascite.
Si condanna la lotta contro l’emancipazione delle donne, il diritto elettorale viene previsto solo per le madri.
Forte esaltazione delle madri che allattavano al seno e contrasto verso coloro che alimentavano i loro neonati con mezzi artificiali (T. Montanari, La continuità del male, 2026).
Il filosofo dello stato fascista Hegel diceva testualmente: “non è uomo chi non è padre”.
Le persone sono al servizio dello stato e i figli servono al perpetuarsi della Nazione.
Il Welfare di quei tempi, oltre a rimarcare la questione della razza da difendere, celava una questione di vero e proprio welfare mediterraneo (così come oggi definito dagli economisti). I figli servono per ammortizzare i costi dello stato.
I figli sono coloro che assisteranno i genitori anziani, evitando che lo stato si faccia carico di questi.
D’altronde lo stato non può farsi carico di tutti i bisogni delle famiglie.
Oggi la rinuncia a diventare genitori potrebbe essere addebitabile ai costi della vita, alla mancanza di garanzie per le famiglie come la precarietà lavorativa, la carenza di scuole pubbliche e asili nido, la difficoltà di conciliare carriera e famiglia e il progressivo invecchiamento della popolazione? Solo per rispondere a Ravello.
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