10 febbraio 2026

Come nasce l’articolo 32 della Costituzione. La vera etica della politica di un tempo

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Articolo 32 della Costituzione: storia, significato e perché tutela il diritto alla salute

Tempo di lettura: 7 minuti


Conoscere la storia dell’articolo 32 della Costituzione significa comprendere uno dei pilastri più importanti del sistema democratico italiano. Questo articolo sancisce infatti un principio fondamentale: la tutela della salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Ma sai come nasce davvero l’articolo 32 della Costituzione? La sua storia è molto interessante non solo dal punto di vista storico, ma anche etico e deontologico. Per comprenderne l’origine è necessario partire da un tema centrale: il ruolo dell’etica nella politica.

Articolo 32 della Costituzione: storia, significato e perché tutela il diritto alla salute

Etica in politica: il fondamento delle scelte pubbliche

L’etica in politica rappresenta l’insieme dei principi morali che dovrebbero guidare chi governa e chi prende decisioni pubbliche.

Questi principi riguardano valori fondamentali come:

  • il bene comune
  • l’onestà
  • la trasparenza
  • la legalità
  • il rispetto dei diritti
  • la dignità delle persone

L’etica politica non dovrebbe mai essere orientata all’interesse personale, ma al benessere della collettività. Questo principio è stato alla base della nascita dell’articolo 32 della Costituzione, che rappresenta una delle disposizioni più significative della nostra Carta fondamentale.

Articolo 32 della Costituzione: le origini storiche

La storia dell’articolo 32 della Costituzione inizia ufficialmente il 24 aprile 1947, quando il testo viene discusso per la prima volta all’interno dell’Assemblea Costituente.

La proposta iniziale della Commissione dei 75

La Commissione dei 75 membri incaricata di redigere la prima bozza della Costituzione aveva proposto una formulazione iniziale molto semplice:

“La Repubblica tutela la salute, promuove l’igiene e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Un aspetto interessante riguarda il fatto che nella Commissione dei 75 non era presente alcun medico. Questo dettaglio diventerà significativo durante il dibattito che porterà alla formulazione definitiva dell’articolo 32 della Costituzione.

Il tentativo di sopprimere l’articolo

Subito dopo la presentazione della proposta, emerse una forte opposizione.

Un gruppo di costituenti, quasi tutti appartenenti alla Democrazia Cristiana, propose infatti la soppressione dell’articolo relativo alla tutela della salute.

Tra i principali sostenitori di questa posizione vi era l’onorevole Fiorentino Sullo, che spiegò le motivazioni della scelta.

Secondo Sullo, il problema principale riguardava i limiti dei bilanci pubblici. A suo avviso:

  • la salute era già tutelata
  • l’igiene era già promossa
  • destinare ulteriori risorse a questo tema sarebbe stato superfluo e dispendioso

Questo intervento rischiò seriamente di eliminare dalla Costituzione italiana il riferimento diretto alla tutela della salute.

Il ruolo decisivo del professor Giuseppe Caronia

Alla proposta di eliminare il riferimento alla salute reagì con forza un medico, il professor Giuseppe Caronia, esponente del Partito Popolare e grande amico di Luigi Sturzo.

Caronia era noto per i suoi studi sulle malattie infettive, molto diffusi in quel periodo storico.

Fu proprio lui a proporre un nuovo testo che avrebbe risposto direttamente alle obiezioni sollevate dall’onorevole Sullo.

Il testo proposto da Caronia coincide con quello che oggi conosciamo come articolo 32 della Costituzione:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

Con questa formulazione, il tema sanitario entrava ufficialmente nella Costituzione come uno dei diritti più sacrosanti del cittadino.

Malattia e libertà: il contributo di Mario Merighi

A sostegno della proposta intervenne anche Mario Merighi, medico socialista di fama internazionale per i suoi studi sulla tubercolosi.

Merighi sostenne un principio molto importante:

una persona malata non è più una persona libera.

Secondo il medico e costituente, la tutela della salute doveva essere considerata il primo requisito essenziale per la libertà dell’individuo.

Un individuo malato non è un uomo libero

Partendo da questa riflessione, Merighi sottolineò la necessità che il diritto alla salute entrasse pienamente nella Costituzione italiana.

La salute doveva essere riconosciuta come un diritto fondamentale della persona, senza il quale non è possibile esercitare pienamente la propria libertà.

Questo intervento contribuì in modo significativo a rafforzare la proposta dell’articolo 32 della Costituzione.

Il sostegno di Giulio Andreotti

I discorsi pronunciati durante il dibattito ebbero un forte impatto sui membri dell’Assemblea Costituente.

Alla fine della discussione intervenne anche l’onorevole Giulio Andreotti, che dichiarò che l’intero gruppo democristiano avrebbe votato a favore del testo proposto da Caronia.

Il primo comma dell’articolo 32 della Costituzione venne quindi approvato con una larga maggioranza.

Questo passaggio rappresenta uno dei momenti più significativi della nascita del diritto alla salute nella Costituzione italiana.

Il contributo del medico Alberto Maria Cavallotti

Un ulteriore intervento importante fu quello dell’onorevole Alberto Maria Cavallotti, medico appartenente al Partito Comunista.

Cavallotti evidenziò che, a differenza di altri temi politici, la questione della salute coinvolgeva interpreti imparziali:

  • medici
  • sanitari
  • scienziati

Secondo Cavallotti, queste figure si esprimevano attraverso la scienza e non attraverso la politica.

Questo elemento contribuì a rafforzare ulteriormente il riconoscimento del diritto alla salute all’interno della Costituzione.


Lo stato di salute del popolo italiano nel dopoguerra

Durante il suo intervento, Cavallotti descrisse anche le condizioni sanitarie del popolo italiano nel periodo immediatamente successivo alla guerra.

I dati riportati erano estremamente preoccupanti.

I dati sulla tubercolosi

Secondo le informazioni fornite dall’Alto Commissariato per la Sanità:

  • 50.000 persone morivano ogni anno di tubercolosi
  • circa 500.000 persone malate di tubercolosi circolavano nel Paese

Mortalità infantile

La situazione era altrettanto drammatica per quanto riguarda la mortalità infantile.

Ogni anno:

  • più di 100 bambini lattanti su 1000 nati vivi morivano
  • le malattie infantili erano estremamente diffuse

Molte patologie che un tempo erano considerate rarità cliniche erano diventate comuni nelle corsie degli ospedali.

Le condizioni di vita del popolo italiano

Secondo Cavallotti, la causa principale della situazione sanitaria del Paese doveva essere ricercata nelle condizioni di vita della popolazione.

Molte famiglie vivevano in condizioni estremamente difficili:

  • case fatiscenti
  • scarsa igiene
  • mancanza di servizi essenziali

I dati di un’inchiesta del 1934

Un’indagine condotta nel 1934 evidenziava dati molto preoccupanti:

  • 1.400.000 abitazioni erano prive di latrine
  • 1.800.000 abitazioni non avevano acqua corrente

In alcune città del Sud Italia:

  • oltre 30.000 persone vivevano in più di dieci in una sola stanza

Queste condizioni rendevano evidente la necessità di inserire la tutela della salute all’interno della Costituzione italiana.


Tre medici uniti per il bene comune

La nascita dell’articolo 32 della Costituzione è anche il risultato dell’impegno di tre uomini:

  • Giuseppe Caronia
  • Mario Merighi
  • Alberto Maria Cavallotti

Tre medici con posizioni politiche diverse, ma uniti da una stessa convinzione: la salute rappresenta un diritto fondamentale per ogni cittadino.

Superando differenze ideologiche e politiche, questi uomini riuscirono a costruire una disposizione costituzionale senza precedenti nella storia del Paese.

Il valore del bene comune oggi

Grazie al loro lavoro e alla loro visione etica, l’Italia ha potuto inserire nella propria Costituzione un principio fondamentale:

la tutela della salute come diritto universale.

Questo principio continua a rappresentare uno dei pilastri dello Stato sociale italiano.

La domanda che oggi molti cittadini si pongono è però molto semplice:

il bene comune è ancora un valore centrale nelle scelte della politica italiana?


Conclusione

La storia dell’articolo 32 della Costituzione dimostra quanto il diritto alla salute sia stato il risultato di un intenso dibattito etico, politico e scientifico.

Grazie all’impegno di medici e costituenti che hanno creduto nel valore della dignità umana, oggi la salute è riconosciuta come uno dei diritti fondamentali della nostra democrazia.

Comprendere le radici dell’articolo 32 della Costituzione significa anche ricordare che il diritto alla salute non è solo una norma giuridica, ma un principio che richiede impegno costante per essere difeso e garantito.


Fonte
Luca Antonini, Stefano Zamagni, Pensare la Sanità, Ed. Studium, 2025.

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