La risposta alla carenza di infermieri è solo la laurea specialistica in area clinica?
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Stiamo costruendo prima il palazzo e poi le fondamenta. Il futuro in Italia vede un infermiere specializzato, con maggiori responsabilità e nessuna prospettiva di carriera ne aumento salariale.

Nuove lauree specialistiche
Il decreto per l’istituzione delle lauree specialistiche in infermieristica è arrivato in Parlamento. Le nuove lauree specialistiche riguarderanno tre indirizzi principali: Cure Primarie e Sanità pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali, e Cure Intensive e nell’Emergenza. Questo percorso è stato fortemente voluto dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) e dai ministeri competenti, con l’obiettivo di rafforzare la formazione universitaria e aprire nuove prospettive di carriera per gli infermieri.
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini
La Ministra sostiene che il governo lavora per rafforzare i percorsi accademici e di specializzazione, sostenendo la crescita professionale e la valorizzazione delle competenze. Garantire una formazione di qualità, che sappia introdurre le moderne innovazioni tecnologiche in linea con le sfide di una sanità moderna, efficiente e sempre più orientata a terapie individualizzate”.
Tutto questo è apprezzabile se non fosse che una volta specializzato l’infermiere resta esattamente da dove è partito.
Cosa è previsto dopo aver conseguito la laurea specialistica:
- Nuovo Inquadramento
- Aumento di livello
- Aumento di stipendio
Ma neanche per idea. Una cattedrale nel deserto, in un paese che prevede tagli progressivi alla sanità pubblica giorno dopo giorno.
Le nuove lauree magistrali mirano a modernizzare la professione e aumentarne l'autonomia, ma non risolvono la carenza strutturale di circa 60-100 mila unità. Il problema è quantitativo e legato alla bassa attrattività, salari inadeguati e fuga all'estero, non alla mancanza di formazione avanzata.
Criticità :
ð Il problema della carenza: In Italia mancano tra i 60.000 e i 175.000 infermieri per allinearsi agli standard europei (attualmente 6,5 ogni 1.000 abitanti contro una media OCSE di 9,8).
ð Contraddizione delle nuove lauree: Le nuove lauree magistrali cliniche offrono specializzazione, ma non attraggono abbastanza giovani, dato che le iscrizioni ai corsi di laurea triennali sono in calo.
ð Cause del disinteresse: I giovani scelgono meno la professione a causa di stipendi percepiti come bassi, condizioni di lavoro difficili, e la perdita di "appeal" del settore.
ð Soluzioni necessarie: Le sigle sindacali sottolineano che servono aumenti salariali consistenti e migliori condizioni di lavoro, piuttosto che solo titoli accademici aggiuntivi.
ð La strategia del Ministero punta sull'autonomia (come la possibilità di prescrivere presidi) per valorizzare la figura, ma il nodo centrale rimane il numero di professionisti sul campo.
Inoltre assumersi enormi responsabilità a fronte di stipendi da fame, perché dovrebbe aumentare l’appeal della professione infermieristica?
Il rischio che vedo all’orizzonte è che una volta specializzati, gli infermieri potranno solo scegliere di lavorare in altri paesi, dove verrebbero maggiormente valorizzati, pagati e dove la carriera è già da tempo un valore al merito.




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