La leadership tossica può rovinare la vita del lavoratore
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Leadership tossica sul lavoro: come riconoscerla e difendersi da un ambiente lavorativo malsano
Tempo di lettura: 6 minuti
Vi è mai capitato di vivere in una realtà lavorativa tossica? E soprattutto: come avete reagito?
Negli ultimi giorni si è parlato molto del caso Amazon, con dipendenti controllati in modo estremamente invasivo: monitorati nei tempi di pausa, nella produttività oraria e in alcuni casi perfino nella gestione dei bisogni personali. Dati e prestazioni vengono pubblicati per confrontare chi produce di più con chi registra cali di rendimento.
Questi episodi riportano al centro dell’attenzione un tema sempre più discusso: la leadership tossica sul lavoro e le sue conseguenze sui lavoratori.
Secondo diverse testimonianze, in alcune realtà aziendali vengono condivise tra manager informazioni personali dei dipendenti, riguardanti salute, problemi familiari o economici, fino ad arrivare a elementi sensibili come l’etnia. Una violazione evidente della privacy e dei diritti dei lavoratori.
Amazon rappresenta una realtà aziendale americana importata anche in Italia, ma il tema della leadership tossica sul lavoro non riguarda solo grandi multinazionali. La domanda che molti si pongono è un’altra.
Leadership tossica sul lavoro: esiste anche nelle aziende italiane?
Siamo davvero sicuri che questo stile di gestione non sia già presente anche nelle aziende italiane, magari in forme più sottili e meno evidenti?
È possibile che, anche in realtà sanitarie o in altri settori professionali, esistano middle manager che adottano comportamenti simili, ma che non vengono denunciati per il timore di ritorsioni.
Molti lavoratori accettano condizioni difficili perché hanno bisogno di lavorare e perché il timore di perdere il posto può portare a tollerare situazioni che compromettono l’equilibrio psicologico e fisico.
In alcuni contesti aziendali, infatti, la gestione viene affidata a figure di leadership orientate esclusivamente al profitto e alla produttività, trascurando completamente il fattore umano.
Cos’è la leadership tossica
La leadership tossica sul lavoro è uno stile di gestione distruttivo, basato su:
- abuso di potere
- arroganza
- manipolazione
Questo tipo di leadership genera un ambiente di lavoro malsano, con conseguenze negative sulla salute psicofisica dei dipendenti.
Può manifestarsi attraverso diversi comportamenti, tra cui:
- bullismo organizzativo
- micromanagement
- clima di paura
- burnout diffuso
- morale aziendale basso
L’obiettivo principale del leader tossico non è il successo collettivo dell’organizzazione, ma il proprio tornaconto personale o il rafforzamento della propria autorità.
Spesso chi esercita una leadership tossica sul lavoro non mostra alcun interesse per il benessere dei collaboratori e concentra le proprie scelte su obiettivi immediati e risultati a breve termine.
Leadership autoritaria e leadership autorevole
La leadership tossica sul lavoro si collega spesso a uno stile di gestione autoritario.
La leadership autoritaria
L’autorità, in questi casi, si basa sulla convinzione di:
- sapere tutto del proprio ambito professionale
- essere il migliore nel proprio ruolo
- possedere competenze superiori agli altri
Questo porta spesso il leader a sovrastimare le proprie capacità, creando un ambiente rigido in cui i collaboratori non possono esprimersi liberamente.
Il risultato è un clima organizzativo chiuso, nel quale il leader ricerca solo la conferma delle proprie decisioni.
L’autorevolezza come alternativa
L’autorevolezza, al contrario, non ha bisogno di essere autoritaria.
Una leadership autorevole si caratterizza per:
- ascolto
- collaborazione
- accoglienza delle idee
Non è autoreferenziale e nel lungo periodo genera crescita professionale, cooperazione e benessere organizzativo, producendo benefici sia per il singolo che per l’intera organizzazione.
I segnali di una leadership tossica sul lavoro
Esistono alcuni tratti distintivi che permettono di riconoscere una leadership tossica sul lavoro.
Frequenti bugie o aspettative incoerenti
La disonestà sul posto di lavoro rende difficile comprendere il proprio ruolo e il contesto organizzativo.
Il leader tossico può:
- cambiare versione dei fatti
- ritrattare ciò che ha detto
- creare aspettative contraddittorie
Questo comportamento può generare il fenomeno del gaslighting, una manipolazione psicologica che porta la persona a dubitare della propria memoria o percezione della realtà.
Non ascolta il feedback
In qualsiasi organizzazione, il miglioramento nasce dal confronto.
Il leader tossico, invece:
- non accetta critiche
- ignora le preoccupazioni del team
- rimane ancorato alle proprie abitudini
Questo atteggiamento impedisce alla squadra di crescere e migliorare.
Arroganza
Chi esercita leadership tossica sul lavoro tende a credere di avere sempre ragione.
Si aspetta che i membri del gruppo:
- accettino ogni decisione
- non mettano in discussione la sua autorità
- non correggano eventuali errori
Ossessione per la gerarchia
Il leader tossico attribuisce grande importanza alla gerarchia aziendale, perché è lo strumento attraverso cui mantiene il controllo.
Può ostacolare iniziative che renderebbero il team più autonomo, evitando che i collaboratori possano prendere decisioni indipendenti.
Discriminazione dei dipendenti
Una leadership tossica sul lavoro spesso si accompagna a comportamenti discriminatori.
Questi possono includere:
- favoritismi verso persone vicine al leader
- sessismo
- discriminazione legata all’età
- razzismo
- omofobia
Questi atteggiamenti creano ambienti lavorativi altamente tossici e divisivi.
Incompetenza professionale
Nonostante la convinzione di avere sempre ragione, il leader tossico può mostrare scarse competenze gestionali.
Spesso:
- prende decisioni sbagliate
- fatica a gestire il lavoro in modo efficace
- svaluta gli altri per rafforzare la propria immagine
Interesse personale
Il manager tossico tende a concentrarsi soprattutto su:
- la propria carriera
- il proprio avanzamento professionale
trascurando lo sviluppo e la crescita dei collaboratori.
Le conseguenze della leadership tossica sulla salute
Subire una leadership tossica sul lavoro può avere conseguenze molto gravi sul piano psicologico.
Tra i problemi più frequenti troviamo:
- ansia
- insonnia
- perdita di appetito
- depressione
A questi si aggiungono effetti indiretti che possono compromettere la stabilità professionale.
Uno dei più rilevanti è l’abbandono del posto di lavoro.
Quando questo accade a persone
ultracinquantenni, il danno può diventare ancora più grave, perché trovare una nuova collocazione lavorativa diventa spesso molto difficile.
Come difendersi da una leadership tossica
Chi subisce comportamenti riconducibili a leadership tossica sul lavoro non dovrebbe rimanere passivo.
La prima azione importante è documentare ogni episodio.
È utile conservare:
- messaggi
- ordini scritti
- comunicazioni ufficiali
Proteggere se stessi
L’abuso di potere può avere effetti molto pesanti sul benessere psicologico.
Per questo è importante:
- non minimizzare il problema
- confrontarsi con sindacati
- consultare consulenti del lavoro
- rivolgersi a psicologi esperti
Il supporto professionale può aiutare a comprendere meglio la situazione e a individuare strategie di tutela.
I benefici di un ambiente di lavoro sano
Un ambiente di lavoro sano rappresenta l’opposto della leadership tossica sul lavoro.
Quando le organizzazioni valorizzano le persone, si ottengono risultati molto diversi:
- risultati più stabili e duraturi
- performance più elevate
- maggiore motivazione
- maggiore valore organizzativo
- fidelizzazione del personale
Come evidenziato da un principio spesso citato negli studi organizzativi:
“Non è un problema di persone, ma di sistema: la leadership tossica si riflette in indicatori misurabili come produttività, turnover, qualità e engagement. Quando questi fattori peggiorano insieme, la causa non è individuale ma organizzativa.”
Conclusione
La leadership tossica sul lavoro non è solo un problema individuale, ma un fenomeno che riguarda il funzionamento delle organizzazioni.
Riconoscerla è il primo passo per affrontarla.
Promuovere modelli di leadership basati su ascolto, rispetto e collaborazione significa costruire ambienti di lavoro più sani, capaci di generare valore per le persone e per le aziende.
Se pensi di trovarti in una situazione simile,
non ignorare i segnali: informarti, confrontarti con professionisti e cercare supporto può essere il primo passo per tutelare la tua salute e i tuoi diritti.
Condividi questo articolo





