23 gennaio 2026

Aumento spese militari – ma gli italiani sono d’accordo?

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Il nostro Paese sta attraversando una fase economica difficile, con un’inflazione che morde e una crisi energetica che ha innalzato notevolmente i costi delle bollette.

In questo contesto è evidente che l’invio di armi sia visto con una certa diffidenza da parte di un cittadino su due

Sondaggio: il 63% degli italiani è contro l'aumento delle spese per la difesa

L'Italia è il Paese in Europa - tra quelli presi in esame dall’ultimo sondaggio dello European Council on Foreign Relations (Ecfr), pubblicato nel 2024 in vista del summit della Nato, in cui si registra la maggiore ostilità ad un aumento delle spese militari.

Con il 53%, gli italiani sono secondi solo a Bulgaria e Grecia nel ritenere "una cattiva idea" l'invio di nuove armi e munizioni all'Ucraina; il 57% degli intervistati crede poi che l'Europa dovrebbe spingere Kiev ad un accordo con Mosca, ancora dietro solo Grecia e Bulgaria. L'80% è contrario all'invio di truppe per combattere.

 

I governanti si sono chiesti se gli italiani siano favorevoli all’invio di armi e soldi pubblici ai paesi in guerra?

In una  democrazia come quella italiana, il  governo ha il dovere di ascoltare il parere del  popolo, poiché la sovranità appartiene al popolo (Art. 1 Cost.), che la esercita tramite il voto e la partecipazione e il governo deve mediare le attese dei cittadini per il bene comune, rappresentando e dando voce alle loro esigenze attraverso il Parlamento e le istituzioni democratiche. 

Fondamenti Costituzionali:

  • Sovranità Popolare: La Costituzione afferma che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" (Art. 1). Questo significa che il governo, eletto dal popolo, deve operare in sua rappresentanza.
  • Rappresentanza: Il voto dei cittadini elegge i rappresentanti in Parlamento, i quali hanno il compito di interpretare e portare avanti le istanze popolari, mediando tra le esigenze dei singoli e l'interesse generale.
  • Compito del Governo: Il governo ha il compito di mantenere l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri per realizzare i fini dello Stato, che includono il benessere dei cittadini. 

In sintesi, sebbene il governo sia un organo esecutivo, la sua azione deve essere coerente con la volontà popolare espressa tramite i meccanismi democratici, fungendo da mediatore tra la società civile e le istituzioni per perseguire il bene comune. 

Detto questo, siamo così sicuri che gli italiani oggi siano così favorevoli alle scelte politiche che sacrificano soldi pubblici per finanziare, guerre, armi, progetti inutili e dispendiosi?

Questo significa, investimenti minori sulla sanità, l’istruzione, le scuole, le disabilità, il welfare.


Sanità pubblica

Spesa complessiva

o   Secondo il Bilancio di previsione 2026, il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale aumenta in termini assoluti (da circa 136,5 miliardi nel 2025 a circa 142,9 miliardi nel 2026) con un incremento di ~6,4 miliardi.

Quadro reale…

o   In  percentuale del PIL, la spesa sanitaria proposta scende leggermente (6,6% del PIL nel 2026, poi calante negli anni successivi).

o   La Fondazione Gimbe e fonti critiche indicano che, nonostante l’aumento nominale, rispetto alla media europea e al fabbisogno reale la spesa resta bassa e sotto la media dei paesi OCSE/UE.

Tagli e modifiche specifiche

o   È stato segnalato un taglio di circa 140 milioni di euro al Fondo per i farmaci innovativi a partire dal 2026, con effetti diretti su terapie avanzate e cure per pazienti fragili (quindi anche persone disabili).

In sintesi: non sono tagli lineari alla spesa sanitaria in valore assoluto, ma vi sono scelte di bilancio che portano a una spesa che cresce meno di quanto sarebbe stato necessario per coprire esigenze crescenti, e riduzioni su voci specifiche come farmaci innovativi.


Istruzione e scuole

Tagli stimati

o   Secondo un report di ANSA/Libera, la Manovra di bilancio 2026 prevede tagli per circa 620 milioni di euro all’istruzione nei prossimi 3 anni.

In compenso

o   Il governo ha stanziato circa 750 milioni alle  scuole paritarie (private) per il 2024–2025, una cifra che alcune analisi definiscono una sottrazione di risorse alla scuola statale secondo critici del settore.

Contesto più ampio

o   La spesa italiana per istruzione  come percentuale del PIL è storicamente una delle più basse in UE, e anche senza tagli strutturali drastici la quota di risorse resta bassa rispetto ai bisogni reali.

In sintesi: ci sono tagli ufficiali stimati in ~620 milioni nel triennio, ma la situazione è complessa: alcuni aumenti delle risorse ci sono stati su voci specifiche, mentre la spesa complessiva resta bassa rispetto al contesto europeo.


Disabilità

Non esistono numeri univoci e pubblici condivisi su tagli complessivi dedicati esclusivamente alle politiche sulla disabilità nel bilancio 2026. Tuttavia:

  • Parte dei fondi destinati al sostegno nelle scuole (es. insegnanti di sostegno) è legata alla legge di bilancio e frequentemente oggetto di critiche per essere insufficiente rispetto alle necessità reali.
  • Alcuni fondi specifici (come per farmaci innovativi impattanti su persone con disabilità) sono stati ridotti (~140 milioni).

In sintesi: non ci sono cifre ufficiali globali sui tagli dedicati alla disabilità, ma alcune voci di spesa che la riguardano sono state ridotte o crescono meno delle esigenze.

Quindi se il popolo italiano soffre per carenze strutturali, sociali ed economiche, deve rinunziare a beni essenziali e magari anche a curarsi, per agevolare spese per la difesa e armi, un dubbio viene spontaneo. Quanto il Governo (lo stesso che è stato votato dagli italiani) possa davvero fare gli interessi del popolo?

Autore: Gabriella Scrimieri 2 febbraio 2026
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