Esiste un’etica della responsabilità e del bene comune, proviene dai Volontari. Caso Niscemi
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Gli aiuti stanziati dal Governo italiano ai cittadini che hanno subito emergenze simili, centro e nord Italia, si sono da subito rivelati economicamente molto più importanti che quelli previsti per i cittadini siciliani. Meno male che esiste il volontariato.

Tra il 19 e il 22 gennaio 2026, il ciclone Harry ha lasciato una scia di distruzione in vaste aree della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, oltre che nella capitale e lungo le coste di Malta e in alcune zone della Tunisia.
La tempesta ha causato danni estesi alle colture, alle proprietà e alle reti di trasporto, rendendo alcune aree irriconoscibili. Le prime stime collocano i danni economici nella sola Sicilia a oltre un miliardo di euro, 300 milioni in Calabria e 200 milioni in Sardegna.
Gli aiuti stanziati dal Governo italiano ai cittadini che hanno subito emergenze simili, centro e nord Italia, si sono da subito rivelati economicamente molto più importanti rispetto a quelli previsti per i cittadini siciliani.
Dal 1997 in poi
Purtroppo negli ultimi trent’anni, dal 1997 in poi, si è assistito a forme di immobilismo totale, alla mancata esecuzione di lavori di consolidamento, al silenzio nelle risposte a varie sollecitazioni, a soldi che anziché essere spesi per la manutenzione del territorio sono finiti chissà dove. E chi ne ha fatto le spese (come sempre) sono i cittadini.
Gli stessi che oggi vediamo nelle immagini che scorrono sulle televisioni nazionali. Gente disperata che ha perso casa, il lavoro, gli animali. Gente che implora di non essere lasciata sola dalle istituzioni.
Paesi distrutti e sventrati, barche in mezzo alle strade, palestre allestite di brandine e coperte per dare riparo a cittadini rimasti senza abitazione.
Anziani che vivevano soli ospitati da parenti e amici di una vita.
Tutto questo non è giusto, ma le cause?
- il cambiamento climatico (che vede la mano dell’uomo)
- l’inerzia della politica sorda e cieca
- il totale disinteresse delle istituzioni
- l'incompetenza dei tecnici
Tutti coloro che avendo potere e un mandato dei cittadini, non l'hanno utilizzato per preservare la sicurezza degli stessi.
Su chi possiamo contare in questi casi dolorosi?
E meno male che esistono i volontari: la protezione civile, le associazioni che tendono le proprie mani sempre e comunque. Comuni cittadini che si alzano le maniche e iniziano a spalare detriti e fango.
In attesa che le istituzioni facciano (speriamo) la loro parte
diverse associazioni si sono unite e mobilitate per portare aiuti ai cittadini di Niscemi.
ARCES Viadana ODV (Associazione Ricreativa Culturale e Sportiva), Ali di Leonardo ODV di Monza (Associazione di infermieri e medici), CLM di Monticello Terme (Associazione Contro le Mafie), avviano una raccolta fondi urgente.
I volontari sono in contatto con il presidente Maurizio Garofalo della Fraternita di Misericordia ODV di soccorso locale, impegnata in prima linea nell’aiutare la popolazione direttamente sul luogo.
Si sta valutando la possibilità di andare direttamente sul posto in un secondo momento per portare sostegno morale e umano, generi alimentari coperte, e vestiario.
Ma la prima fase quella più critica è l’aiuto economico. L’intera operazione sarà oggetto di una rendicontazione chiara e trasparente al termine dell’emergenza.
Questo è il nostro modo per arrivare tempestivamente a chi oggi si trova in condizioni di estrema difficoltà. Siamo sicuri che i cittadini di Viadana, Monza e Reggio Emilia non faranno mancare il loro supporto come è sempre accaduto nei momenti di tragedia.
Per contribuire alla raccolta fondi è possibile effettuare un bonifico alle seguenti coordinate:
Intestatario: ARCES VIADANA ODV
IBAN: IT02W0503466180000000003577
Causale: Emergenza Niscemi
Per ulteriori informazioni: ARCES VIADANA ODV
AIUTATECI AD AIUTARE, NOI CI SIAMO


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