20 gennaio 2026

Perché il pregiudizio può fare male?

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Oggi più che mai viviamo in società che tendono a semplificare, censurare e categorizzare persone e comportamenti. Questi processi se non accompagnati da costante riflessione critica, potrebbero generare vere e proprie azioni discriminatorie e dannose nei confronti di chi li riceve. 

Le differenze fanno parte della vita di ognuno e sono realtà del vivere comune. Viverle come forma di arricchimento e crescita personale, produrrebbe società più giuste e solidali. 

Noi esseri umani viviamo di stereotipi, ovvero opinioni precostituite senza una conoscenza diretta della persona. Questo origina da background culturali, etnicità, orientamento sessuale e religioso, disabilità, età e nazionalità.


Gli stereotipi sono alla base del pregiudizio. Cosa significa?

Il pregiudizio non è altro che un giudizio di valore generalmente negativo, collegato ad un opinione precostituita. Un atteggiamento ostile nei confronti di qualcuno.

L’atteggiamento negativo e ostile conduce alla discriminazione.

Questo accade quando la valutazione negativa legata al pregiudizio si trasforma in atti ed azioni concrete, generando così un danno o anche un omissione nei confronti della persona “reputata diversa”.

Una persona subisce un danno, cioè sperimenta uno svantaggio, solo perché identificata come "differente".

Quindi essere diversi da ciò che è lo stereotipo, nella società, così come nella famiglia, nella politica, crea censure e regole (anche non dette) che negano diritti e servizi utili alla sopravvivenza della persona stessa.   

Cosa sentiamo dire ogni giorno:

-         Sei troppo vecchio per fare il coordinatore di un servizio

-         Non hai le abilità per lavorare in un servizio clienti

-         Il tuo orientamento sessuale è in contrasto con la nostra etica

-         Non assumiamo persone della tua etnia

-         Sei del sud Italia è normale che vivi solo di sussidi 

-         Hai un Disturbo Specifico dell’apprendimento non puoi fare “l’infermiere”

-         Sei donna se rimani in cinta mi lasci il servizio scoperto

Sono pregiudizi che creano non solo un danno economico alla persona, ma anche fisico.

Tanti soggetti oppressi da questi comportamenti e pregiudizi sviluppano forme di depressione grave.

 

Oggi non trovi lavoro perché sei troppo vecchio

Magari hai perso il lavoro perché l’azienda in cui operavi è fallita. Non hai maturato tante skills perché lavoravi in questo settore da tanti anni. Hai 53 anni e sei vecchio, te lo senti ripete ad ogni curriculum consegnato.

Tutto questo si sposta su un livello discriminatorio che produce esiti devastanti. Uno degli esiti più frequenti in questi casi: “non cerco più lavoro tanto è inutile”.

A titolo di esempio:

Oggi in Italia coloro che non cercano più lavoro ovvero gli inattivi, corrispondono al 33,7% (24,8% per gli uomini e 42,7% per le donne), risultando in aumento sia rispetto a ottobre 2024 (+0,1 punti percentuali), (Osservatorio delle Libere Professioni, Gennaio 2019 - novembre 2024).


Vivere in contesti favoriti, come il Nord Italia, essere di carnagione bianca, etero sessuale, di un livello culturale medio alto, sposato e con figli, ti pone già in una condizione di privilegio sociale. Hai diritti che ad altri vengono negati o limitati. Come ad esempio le leggi regionali che in alcune regioni più ricche garantiscono maggiori servizi.

Se la persona è di altra nazionalità, o altra regione più a sud del paese, il giudizio comune sarà:

-         Lavora poco, ha meno conoscenze e competenze di me, pensa solo a mangiare, sicuramente non ha studiato, è troppo espansivo per i miei gusti


Questi pregiudizi non lasciano spazi di manovra

Una persona che non trova lavoro (e non perché non lo cerca), in una società più inclusiva e solidale avrebbe la possibilità innanzitutto di essere messa alla prova evitando ogni pregiudizio e magari facendo leva sulla sua esperienza, attitudine, propensione al dialogo e all’accoglienza, fonte di arricchimento per un’azienda evoluta.

In sintesi valutare la persona nella sua totalità, tralasciando l'età, la provenienza, arricchisce tutti, producendo “ valore”, umano ma anche economico.

 

 


Autore: Gabriella Scrimieri 2 febbraio 2026
Stiamo costruendo prima il palazzo e poi le fondamenta. Il futuro in Italia vede un infermiere specializzato, con maggiori responsabilità e nessuna prospettiva di carriera ne aumento salariale.
Autore: Gabriella Scrimieri 30 gennaio 2026
Gli aiuti stanziati dal Governo italiano ai cittadini che hanno subito emergenze simili, centro e nord Italia, si sono da subito rivelati economicamente molto più importanti che quelli previsti per i cittadini siciliani. Meno male che esiste il volontariato. 
Autore: Gabriella Scrimieri 28 gennaio 2026
E’ mai capitato di vivere in una realtà lavorativa tossica? E come abbiamo reagito?
Mostra altri
Autore: Gabriella Scrimieri 2 febbraio 2026
Stiamo costruendo prima il palazzo e poi le fondamenta. Il futuro in Italia vede un infermiere specializzato, con maggiori responsabilità e nessuna prospettiva di carriera ne aumento salariale.
Autore: Gabriella Scrimieri 30 gennaio 2026
Gli aiuti stanziati dal Governo italiano ai cittadini che hanno subito emergenze simili, centro e nord Italia, si sono da subito rivelati economicamente molto più importanti che quelli previsti per i cittadini siciliani. Meno male che esiste il volontariato. 
Autore: Gabriella Scrimieri 28 gennaio 2026
E’ mai capitato di vivere in una realtà lavorativa tossica? E come abbiamo reagito?
Show More

Condividi questo articolo