5 febbraio 2026

Sono arrabbiata. Per gli infermieri solo parole e prese in giro

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Stipendi infermieri in Italia: perché una professione fondamentale è ancora sottovalutata?

Tempo di lettura: 6 minuti


l tema degli stipendi infermieri in Italia è oggi al centro di un dibattito sempre più acceso. Molti professionisti della sanità denunciano da anni una situazione che appare sempre più difficile da sostenere: responsabilità altissime, formazione universitaria e retribuzioni che non riflettono il valore della professione.

La frustrazione cresce tra gli infermieri, che si trovano a svolgere un ruolo fondamentale per la sicurezza dei pazienti e per il funzionamento del sistema sanitario, ma spesso senza il riconoscimento economico e professionale che ci si aspetterebbe.

Come molti professionisti raccontano:

“Sono molto arrabbiata e ho tutto il diritto di dire la mia, perché sono un'infermiera, una cittadina italiana e una potenziale paziente.”

Una paziente che un giorno potrebbe aver bisogno di cure e che, dopo una vita di lavoro e tasse pagate, pretenderebbe di ricevere un’assistenza sanitaria sicura e qualificata.

Il ruolo dell’Ordine professionale degli infermieri

Ogni infermiere in Italia è iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, al quale versa una quota annuale.

Il  compito principale dell’Ordine  è quello di:

  • garantire la qualità delle prestazioni sanitarie
  • tutelare la sicurezza dei cittadini
  • vigilare su deontologia e formazione
  • contrastare l’abusivismo professionale

L’Ordine dovrebbe inoltre svolgere una funzione di rappresentanza dei professionisti infermieri, portando avanti i diritti e le esigenze della categoria.

Tuttavia molti infermieri ritengono che questa rappresentanza non riesca a tradursi in risultati concreti, lasciando la professione in una condizione di scarso riconoscimento.

Perché la professione infermieristica è sottovalutata

Una delle domande che molti infermieri si pongono riguarda il motivo per cui il valore della professione infermieristica continui a essere sottovalutato.

Nel  dibattito pubblico si assiste spesso a:

  • promesse politiche
  • campagne mediatiche
  • slogan durante i periodi elettorali

Molti professionisti percepiscono però queste iniziative come operazioni di comunicazione più che reali interventi strutturali.

Le immagini pubblicate sui social da politici e figure istituzionali, spesso accompagnate da promesse di cambiamento, non sempre si traducono in miglioramenti concreti per chi lavora ogni giorno negli ospedali e nei servizi sanitari.

Stipendi infermieri in Italia: il problema economico

Il tema centrale resta quello degli stipendi infermieri in Italia.

Secondo diverse analisi basate su  dati ISTAT, la retribuzione media di un infermiere si colloca generalmente tra:

  • 1.500 e 1.700 euro al mese

In alcune città del Nord Italia, dove il costo della vita è molto più elevato, queste cifre si avvicinano alla soglia di povertà.

Questo ha portato alcuni osservatori a definire gli infermieri “i nuovi poveri del Nord Italia”, soprattutto in contesti urbani dove affitti, bollette e spese quotidiane sono particolarmente elevati.

Formazione universitaria e riconoscimento economico

Un altro elemento che alimenta il malcontento riguarda il rapporto tra formazione universitaria e riconoscimento professionale.

Gli infermieri oggi affrontano:

  • anni di università
  • formazione continua
  • aggiornamenti professionali costanti

Nonostante questo percorso, molti professionisti ritengono che il riconoscimento economico non sia molto diverso da quello di decenni fa, quando i titoli venivano rilasciati dalle scuole regionali.

Questo divario tra competenze richieste e retribuzione percepita rappresenta uno dei nodi più discussi nel tema degli stipendi infermieri in Italia.

Il confronto con altre professioni sanitarie

Un confronto che spesso emerge riguarda quello con altre figure del sistema sanitario.

Molti infermieri osservano come alcune professioni mediche godano di:

  • maggiore riconoscimento economico
  • maggiore visibilità sociale
  • opportunità professionali più ampie

Non si tratta di una critica verso altre professioni, ma di una riflessione sul diverso trattamento riservato a figure che collaborano quotidianamente nella cura dei pazienti.

Il valore sociale della professione infermieristica

Il  riconoscimento economico ha anche un valore simbolico.

Nella percezione collettiva, infatti, lo stipendio contribuisce a definire l’autorevolezza di una professione.

Non è un caso che in alcuni paesi, come Stati Uniti e Canada, la professione infermieristica goda di un forte riconoscimento sociale.

In questi contesti gli infermieri vengono spesso considerati figure centrali del sistema sanitario, con percorsi di carriera strutturati e retribuzioni più elevate.


Un episodio che fa riflettere

Un  racconto che circola tra molti infermieri italiani  riguarda un episodio avvenuto dopo la pandemia. Una collega infermiera si trovava all’aeroporto di New York per raggiungere i propri familiari.

Durante i controlli di sicurezza le venne chiesto quale fosse la sua professione.

Quando rispose di essere infermiera, accadde qualcosa di inaspettato.

Il personale della sicurezza e alcuni poliziotti si fermarono, si allinearono e le fecero il saluto militare, facendola passare avanti nella fila.

Aggiungendo poi queste parole:

“Onore a voi.”

Un gesto che per molti infermieri italiani rappresenta un riconoscimento simbolico del valore della professione.

La percezione degli infermieri in Italia

Molti infermieri ritengono che in Italia la professione non riceva lo stesso  riconoscimento sociale e istituzionale.

Nonostante il ruolo centrale nella gestione dei pazienti e nella sicurezza delle cure, il valore della professione infermieristica continua spesso a essere sottostimato.

Il nodo principale resta ancora una volta quello degli  stipendi infermieri in Italia, considerati da molti professionisti non adeguati alle competenze e alle responsabilità richieste.


Conclusione

La professione infermieristica rappresenta uno dei pilastri fondamentali del sistema sanitario. Gli  infermieri gestiscono situazioni cliniche complesse, accompagnano i pazienti nei momenti più difficili e garantiscono la continuità delle cure.

Per questo motivo, molti professionisti sostengono che il riconoscimento della professione dovrebbe partire da un elemento concreto: uno stipendio dignitoso e proporzionato alle responsabilità. Come spesso viene sintetizzato con una frase molto significativa:

“Vali quanto ti pago. Ma vale anche il contrario.”

Se la vita di una persona non ha prezzo, allora è legittimo chiedersi:

quanto dovrebbe valere il lavoro di chi contribuisce ogni giorno a salvarla?

Autore: Gabriella Scrimieri 17 luglio 2026
Reddito di base europeo incondizionato: la proposta UE per contrastare la povertà Tempo di lettura: 6 minuti Introduzione Il reddito di base europeo incondizionato torna al centro del dibattito dell'Unione Europea come possibile misura per contrastare la povertà e rafforzare la protezione sociale dei cittadini. L'obiettivo è quello di garantire una soglia minima di sostegno economico, indipendentemente dalla condizione lavorativa, in un contesto segnato dall'aumento delle disuguaglianze, della precarietà e dall'impatto crescente dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. Il reddito di base europeo incondizionato si inserisce tra gli strumenti collegati al Pilastro europeo dei diritti sociali, che individua il contrasto alla povertà come uno degli obiettivi prioritari dell'Unione Europea. Cos'è il reddito di base europeo incondizionato Il reddito di base europeo incondizionato (RBI) è una proposta sostenuta da un'Iniziativa dei Cittadini Europei che mira a introdurre una misura valida in tutta l'Unione Europea. Dal punto di vista politico, la proposta è sostenuta principalmente da: movimenti civici europei; il gruppo The Left al Parlamento europeo; i Verdi europei; alcuni parlamentari europei. L'obiettivo del reddito di base europeo incondizionato è contrastare la crescente precarietà economica, anche alla luce delle trasformazioni del mercato del lavoro causate dall'automazione e dall'intelligenza artificiale. Il Pilastro europeo dei diritti sociali Il reddito di base europeo incondizionato trova il proprio riferimento nel Pilastro europeo dei diritti sociali. Questo documento individua 20 principi fondamentali che guidano le politiche sociali e del lavoro degli Stati membri. I tre pilastri principali riguardano: pari opportunità condizioni di lavoro eque protezione sociale e inclusione Si tratta, tuttavia, di un documento non vincolante , la cui attuazione resta affidata alle autorità nazionali, regionali e locali. Gli obiettivi dell'Unione Europea contro la povertà La Commissione Europea ha fissato una serie di obiettivi in materia di: occupazione; competenze; inclusione sociale. Tra i risultati attesi vi è la riduzione del numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale. L'obiettivo indicato dalla Commissione prevede infatti che il numero delle persone in questa condizione diminuisca di almeno 15 milioni entro il 2030 . In questo contesto, il reddito di base europeo incondizionato viene considerato da alcuni gruppi politici uno strumento utile per raggiungere tali finalità. Perché si propone il reddito di base europeo incondizionato Una misura contro la povertà Il reddito di base europeo incondizionato nasce con l'obiettivo di ridurre il numero di cittadini che vivono in condizioni di povertà, soprattutto negli Stati membri che non garantiscono redditi minimi adeguati. La misura riguarda anche coloro che, pur avendo un'occupazione, non riescono a sostenere il costo della vita e ad acquistare il cosiddetto paniere dei beni essenziali. Gli obiettivi della proposta Secondo i promotori, il reddito di base europeo incondizionato consentirebbe di: garantire una soglia minima di sussistenza dignitosa; scollegare la sopravvivenza economica dal solo lavoro subordinato; offrire maggiore potere contrattuale ai lavoratori; contrastare il fenomeno del lavoro sottopagato; tutelare i cittadini dagli effetti dell'automazione e dell'intelligenza artificiale; ridurre il rischio di indebitamento. Come funziona l'iniziativa dei cittadini europei La proposta sul reddito di base europeo incondizionato è stata registrata dalla Commissione Europea il 7 luglio 2026 . Attualmente la raccolta firme non è ancora iniziata. Le prossime fasi Gli organizzatori avranno: 6 mesi di tempo dalla registrazione per completare gli aspetti organizzativi e fissare la data di avvio della raccolta firme; 12 mesi per raccogliere le adesioni una volta aperta ufficialmente l'iniziativa. Per consentire alla Commissione Europea di esaminare formalmente la proposta sarà necessario raggiungere contemporaneamente due requisiti: almeno 1 milione di firme di cittadini dell'Unione Europea; superare la soglia minima prevista in almeno 7 Stati membri. Reddito di base europeo incondizionato e povertà in Italia Il tema del reddito di base europeo incondizionato assume particolare rilevanza anche alla luce dei dati italiani sulla povertà. Secondo i dati ISTAT richiamati nel testo: il 9,8% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta; le persone coinvolte sono stabilmente 5,7 milioni . Numeri che riportano al centro del dibattito la necessità di individuare strumenti efficaci di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. Conclusione: una nuova opportunità per il contrasto alla povertà? Il reddito di base europeo incondizionato rappresenta una proposta che punta a rafforzare la protezione sociale nell'Unione Europea, garantendo un sostegno economico minimo ai cittadini e affrontando le nuove sfide poste dalla precarietà lavorativa e dall'evoluzione tecnologica. Resta ora da verificare se l'iniziativa riuscirà a raccogliere il consenso necessario per essere esaminata dalle istituzioni europee. Alla luce dell'aumento della povertà assoluta e delle difficoltà economiche che interessano milioni di cittadini, il dibattito sul reddito di base europeo incondizionato potrebbe tornare ad assumere un ruolo centrale nelle future politiche sociali dell'Unione Europea.
Valori dell’Unione Europea: perché il contrasto alle discriminazioni è un principio fondamentale
Autore: Gabriella Scrimieri 29 giugno 2026
Valori dell’Unione Europea: perché il contrasto alle discriminazioni è un principio fondamentale
Salario giusto e sanità: cosa cambia per medici, infermieri e OSS esclusi dagli aumenti previsti
Autore: Gabriella Scrimieri 10 giugno 2026
Salario giusto e sanità: perché medici, infermieri e OSS restano esclusi dagli aumenti automatici previsti dal Decreto Primo Maggio e quali sono le conseguenze.
Mostra altri
Autore: Gabriella Scrimieri 17 luglio 2026
Reddito di base europeo incondizionato: la proposta UE per contrastare la povertà Tempo di lettura: 6 minuti Introduzione Il reddito di base europeo incondizionato torna al centro del dibattito dell'Unione Europea come possibile misura per contrastare la povertà e rafforzare la protezione sociale dei cittadini. L'obiettivo è quello di garantire una soglia minima di sostegno economico, indipendentemente dalla condizione lavorativa, in un contesto segnato dall'aumento delle disuguaglianze, della precarietà e dall'impatto crescente dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. Il reddito di base europeo incondizionato si inserisce tra gli strumenti collegati al Pilastro europeo dei diritti sociali, che individua il contrasto alla povertà come uno degli obiettivi prioritari dell'Unione Europea. Cos'è il reddito di base europeo incondizionato Il reddito di base europeo incondizionato (RBI) è una proposta sostenuta da un'Iniziativa dei Cittadini Europei che mira a introdurre una misura valida in tutta l'Unione Europea. Dal punto di vista politico, la proposta è sostenuta principalmente da: movimenti civici europei; il gruppo The Left al Parlamento europeo; i Verdi europei; alcuni parlamentari europei. L'obiettivo del reddito di base europeo incondizionato è contrastare la crescente precarietà economica, anche alla luce delle trasformazioni del mercato del lavoro causate dall'automazione e dall'intelligenza artificiale. Il Pilastro europeo dei diritti sociali Il reddito di base europeo incondizionato trova il proprio riferimento nel Pilastro europeo dei diritti sociali. Questo documento individua 20 principi fondamentali che guidano le politiche sociali e del lavoro degli Stati membri. I tre pilastri principali riguardano: pari opportunità condizioni di lavoro eque protezione sociale e inclusione Si tratta, tuttavia, di un documento non vincolante , la cui attuazione resta affidata alle autorità nazionali, regionali e locali. Gli obiettivi dell'Unione Europea contro la povertà La Commissione Europea ha fissato una serie di obiettivi in materia di: occupazione; competenze; inclusione sociale. Tra i risultati attesi vi è la riduzione del numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale. L'obiettivo indicato dalla Commissione prevede infatti che il numero delle persone in questa condizione diminuisca di almeno 15 milioni entro il 2030 . In questo contesto, il reddito di base europeo incondizionato viene considerato da alcuni gruppi politici uno strumento utile per raggiungere tali finalità. Perché si propone il reddito di base europeo incondizionato Una misura contro la povertà Il reddito di base europeo incondizionato nasce con l'obiettivo di ridurre il numero di cittadini che vivono in condizioni di povertà, soprattutto negli Stati membri che non garantiscono redditi minimi adeguati. La misura riguarda anche coloro che, pur avendo un'occupazione, non riescono a sostenere il costo della vita e ad acquistare il cosiddetto paniere dei beni essenziali. Gli obiettivi della proposta Secondo i promotori, il reddito di base europeo incondizionato consentirebbe di: garantire una soglia minima di sussistenza dignitosa; scollegare la sopravvivenza economica dal solo lavoro subordinato; offrire maggiore potere contrattuale ai lavoratori; contrastare il fenomeno del lavoro sottopagato; tutelare i cittadini dagli effetti dell'automazione e dell'intelligenza artificiale; ridurre il rischio di indebitamento. Come funziona l'iniziativa dei cittadini europei La proposta sul reddito di base europeo incondizionato è stata registrata dalla Commissione Europea il 7 luglio 2026 . Attualmente la raccolta firme non è ancora iniziata. Le prossime fasi Gli organizzatori avranno: 6 mesi di tempo dalla registrazione per completare gli aspetti organizzativi e fissare la data di avvio della raccolta firme; 12 mesi per raccogliere le adesioni una volta aperta ufficialmente l'iniziativa. Per consentire alla Commissione Europea di esaminare formalmente la proposta sarà necessario raggiungere contemporaneamente due requisiti: almeno 1 milione di firme di cittadini dell'Unione Europea; superare la soglia minima prevista in almeno 7 Stati membri. Reddito di base europeo incondizionato e povertà in Italia Il tema del reddito di base europeo incondizionato assume particolare rilevanza anche alla luce dei dati italiani sulla povertà. Secondo i dati ISTAT richiamati nel testo: il 9,8% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta; le persone coinvolte sono stabilmente 5,7 milioni . Numeri che riportano al centro del dibattito la necessità di individuare strumenti efficaci di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. Conclusione: una nuova opportunità per il contrasto alla povertà? Il reddito di base europeo incondizionato rappresenta una proposta che punta a rafforzare la protezione sociale nell'Unione Europea, garantendo un sostegno economico minimo ai cittadini e affrontando le nuove sfide poste dalla precarietà lavorativa e dall'evoluzione tecnologica. Resta ora da verificare se l'iniziativa riuscirà a raccogliere il consenso necessario per essere esaminata dalle istituzioni europee. Alla luce dell'aumento della povertà assoluta e delle difficoltà economiche che interessano milioni di cittadini, il dibattito sul reddito di base europeo incondizionato potrebbe tornare ad assumere un ruolo centrale nelle future politiche sociali dell'Unione Europea.
Valori dell’Unione Europea: perché il contrasto alle discriminazioni è un principio fondamentale
Autore: Gabriella Scrimieri 29 giugno 2026
Valori dell’Unione Europea: perché il contrasto alle discriminazioni è un principio fondamentale
Salario giusto e sanità: cosa cambia per medici, infermieri e OSS esclusi dagli aumenti previsti
Autore: Gabriella Scrimieri 10 giugno 2026
Salario giusto e sanità: perché medici, infermieri e OSS restano esclusi dagli aumenti automatici previsti dal Decreto Primo Maggio e quali sono le conseguenze.
Show More

Condividi questo articolo