18 febbraio 2026

MAGA di Trump, importazione a dazi zero per gli amici italiani

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

I MAGA di Donald Trump sono i sostenitori del movimento populista e nazionalista Make America Great Again (rendiamo l’America di nuovo grande).

I MAGA di Donald Trump da non confondere con i MANGA giapponesi, meravigliosi cartoni animati colorati e fantasiosi, sono i sostenitori del movimento populista e nazionalista Make America Great Again (rendiamo l’America di nuovo grande) che di colorato hanno ben poco. 

Questo fu un celebre slogan politico reso famoso dall’attuale presidente degli Stati Uniti, durante le sue campagne presidenziali a partire dal 2016.

I MAGA non sono altro che un’ideologia diventata nel tempo vero e proprio movimento e i suoi sostenitori credono che l’America sia un paese “grande”, il più grande, che ha perso il suo status a causa della globalizzazione, delle politiche progressiste e dell’influenza straniera.

Politiche “America First”, di cui il pensiero MAGA è la priorità agli interessi americani, sia in patria che all’estero. Questo include il protezionismo economico, dazi sulle importazioni per favorire la produzione interna, un drastico taglio dell’immigrazione e la deregulation. La critica alle politiche progressiste anti-woke e una profonda sfiducia verso l’establishment di Washington.  


La sua Base elettorale e il sostegno

Il movimento è composto dai sostenitori più accaniti di Donald Trump. Spesso è associato a una visione tradizionale o cristiana dell’America con forte opposizione all’establishment politico.

Gli elettori sono essenzialmente la classe operaia del Midwest, ma ha visto una crescita nel 2024 tra gli uomini con istruzione universitaria.


Il profilo psicologico

La base MAGA è descritta come un mix di sostenitori fedeli, conservatori anti-woke e una parte più radicale, spesso unita all’opposizione ai democratici e a certi valori progressisti.

Le figure chiave oltre Donald Trump

Il movimento si appoggia a diverse figure influenti nel panorama politico e mediatico statunitense, lo stesso JD Vance Vicepresidente di Trump, considerato un esponente di spicco dell’ala MAGA intellettuale.

Elon Musk, imprenditore diventato un grande alleato di Trump nel 2024-2025. Steve Bannon ex stratega di Trump e figura chiave nella costruzione dell’ideologia populista del movimento.

Charlie Kirk, attivista conservatore estremista di destra, fondatore di Turning Point USA, molto attivo nella mobilitazione dei giovani e della base. Nuova Destra, un gruppo di intellettuali tecnocrati e miliardari come Peter Thiel che supportano l’approccio di Trump contro le istituzioni democratiche tradizionali.

Il movimento MAGA si è trasformato da una base di supporto personale di Trump a una vera e propria coalizione politica. Nel 2024-2025 il movimento ha mostrato una forte capacità di consolidamento, trasformando il Partito Repubblicano tradizionale in un partito populista. 

Nonostante il nucleo ardente dei MAGA Hardliners (i sostenitori più accaniti) il movimento include oggi anche conservatori più moderati che si sono allineati alla posizione “America First”.

Una ideologia fatta di discriminazione e odio

Sulla base degli sviluppi politici tra il 2024 e l'inizio del 2025, le azioni della seconda amministrazione di Donald Trump su aborto, diritti LGBTQ+ e immigrazione si confermano conservatrici e orientate a una sostanziale inversione delle politiche dell'era Biden. 


Le posizioni radicali:

Aborto

ð       Contrarietà e Restrizioni: Sebbene abbia assunto posizioni talvolta altalenanti per calcolo elettorale, Trump ha rivendicato il merito di aver nominato i giudici della Corte Suprema che hanno revocato la sentenza Roe v. Wade nel 2022, ponendo fine al diritto costituzionale all'aborto.

ð       Politiche Federali: La sua amministrazione ha perseguito restrizioni significative, tra cui la nomina di giudici anti-aborto e il sostegno a leggi che limitano l'interruzione di gravidanza, con l'obiettivo di "Defend Our Borders" (difendere la vita) e limitare l'accesso all'aborto, inclusa la pillola abortiva.

ð       "Global Gag Rule": Nel gennaio 2025, l'amministrazione Trump ha ripristinato la cosiddetta "Global Gag Rule", una politica che blocca i fondi federali USA alle organizzazioni internazionali che praticano, promuovono o offrono consulenza sull'aborto. 

Diritti LGBTQ+

ð       Restrizioni ai Diritti Transgender: Trump ha promesso di eliminare le protezioni per gli studenti transgender e di vietare la chirurgia di affermazione di genere, mirando a bloccare il supporto federale per tali cure.

ð       "Project 2025": L'agenda associata a Trump (Project 2025) mira a rimuovere le politiche anti-discriminazione basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, ridefinendo la famiglia come composta da madre e padre, e promuovendo agenzie di adozione basate su principi religiosi che potrebbero discriminare coppie dello stesso sesso.

ð       Militare: Il progetto prevede il divieto per le persone transgender di servire nelle forze armate. 

Immigrazione

ð       Espulsioni di Massa e Muro: La politica di immigrazione di Trump si concentra su espulsioni di massa, il completamento del muro al confine sud e la rimozione di immigrati illegali.

ð       "Tolleranza Zero": È stato l'architetto di misure di tolleranza zero, inclusa la separazione delle famiglie alla frontiera durante il suo primo mandato.

ð       Restrizioni nel 2025: Nel 2025, l'amministrazione ha emanato ordini esecutivi (come l'EO 14161 e 14160) per limitare l'ingresso di stranieri per motivi di sicurezza, limitare il diritto di cittadinanza per nascita (birthright citizenship) per i figli di immigrati non regolari, e ridurre drasticamente l'accettazione di rifugiati. 

 

Ma tutto questo cosa centra con l’Italia di Giorgia Meloni?

A Monaco si è tenuta recentemente la conferenza internazionale per la sicurezza. Il cancelliere tedesco Friederich Merz ha preso radicalmente le distanze dal mondo Maga, dunque da Donald Trump, JD Vance, Peter Thiel e persino dall’ormai marginale, ma pur sempre aggressivo Steve Bannon.


L’asse Roma-Berlino

Giorgia Meloni, appena ventiquattro ore prima, aveva annunciato al mondo la costruzione di un sorprendente asse Roma-Berlino, pensato per creare, dirigere ed esaltare una nuova strategia Mega "Make Europe Great Again".

Il cancelliere Merz nel mentre, senza troppi giri di parole affermava testualmente che l’America: “ci considera parassiti, ci schiaccia con i dazi, reclama la Groenlandia, strizza l’occhio a Putin e manda l’Ice in strada a rastrellare gli immigrati e a sparare in testa ai propri concittadini di Minneapolis. La violenza della Casa Bianca, amplificata dall’ossessione per il dominio delle Big Tech guidate da Palantir, non farà mai parte della nostra idea delle relazioni internazionali”. Questa la posizione di Merz chiara e inequivocabile.


Come reagisce la Presidente Meloni a queste parole?

Impegnata in Africa per il Piano Mattei, la Presidente del Consiglio, nel giro di ventiquattro ore, ha pensato bene di chiarire il suo pensiero: "Merz sbaglia, Trump ha ragione". Testualmente: “Non condivido le critiche di Merz al mondo Maga”. Scaricato subito il Cancelliere tedesco (15/02/26 La Stampa.it).


L’Italia insegue l’ideologia americane di Trump

Politiche e azioni del Governo Meloni, una commistione di idee estremiste, slogan fedelmente ricopiati dall’America di Trump. Lotta all’immigrazione, limitazione all’aborto, dipendenza della Magistratura dalla politica e dal controllo ossessivo, limitazione dei diritti LGBTQ+, violazione dei diritti umani, manie di espansionismo votate al guadagno spudorato anche passando sopra a corpi e alle terre insanguinate e violate di qualsiasi diritto.

Questa solo una minima parte della fotocopia ideologica MAGA così tanto difesa e sostenuta dal governo Meloni, al punto da rischiare l’emarginazione dall’Europa.

 

Vale infine la pena ricordare un dettaglio rivelatore: proprio J.D. Vance ha scritto la prefazione dell’edizione americana del secondo libro della premier, Giorgia’s Vision, in uscita negli Stati Uniti a fine aprile. Lo riferisce la giornalista Sophia Cai, autrice della newsletter West Wing Playbook di Politico. In copertina c’è una citazione di Donald Trump: “[Meloni è] uno dei veri leader del mondo”. Un endorsement che oggi pesa come un marchio: utile per compiacere l’America trumpiana, molto meno per non finire ai margini dell’Europa (13/02/26 LA NOTIZIA.IT).

 

Tutto torna?

 

 

 

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