4 dicembre 2025

Promesse tradite per i caregiver

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Caregiver familiari: chi sono e perché il loro ruolo è cruciale


Chi sono i caregiver familiari

I caregiver sono persone che si prendono cura di un coniuge, partner, convivente di fatto, o di un familiare/affine secondo i gradi previsti, quando la persona assistita è non autosufficiente o ha una disabilità grave.

La loro figura rappresenta un supporto fondamentale per il benessere della persona assistita, ma comporta spesso rinunce personali, lavorative e sociali.

Riconoscimento legislativo

Il ruolo di caregiver familiare è stato formalmente riconosciuto per la prima volta a livello nazionale con la Legge di Bilancio 2018 (art. 1, L. n. 205/2017).

Alcune Regioni hanno adottato leggi regionali specifiche:

  • Toscana: Legge 55/2025, che riconosce il caregiver come figura integrante del sistema di welfare regionale, con diritti di partecipazione ai piani di cura, accesso ai servizi sociali e sanitari, supporto e rete di sostegno.
  • Molise (proposta regionale): prevede riconoscimenti indipendenti dalla convivenza, con misure economiche, supporto e valorizzazione delle competenze acquisite dai caregiver, anche per eventuale reinserimento lavorativo.

Queste iniziative rappresentano un passo avanti, ma la realtà in Italia rimane parziale. Molti caregiver si sentono abbandonati dalle istituzioni e dai governi, nonostante le promesse reiterate negli anni.

Caregiver familiari: chi sono e perché il loro ruolo è cruciale

La legge di bilancio 2026 e il Fondo per i caregiver familiari

La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha annunciato la presentazione a gennaio del disegno di legge governativo per il riconoscimento dei caregiver familiari, già collegato alla legge di bilancio 2026.

Cosa prevede la manovra economica 2026

  • Fondo iniziale: 1,15 milioni di euro per il 2026, destinati a finanziare le prime misure di sostegno.
  • Dotazione futura: a partire dal 2027, il fondo sarà incrementato fino a 207 milioni di euro annui.
  • Gestione: risorse affidate al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ripartite tra Regioni e Province autonome.
  • Destinatari: caregiver familiari conviventi che assistono persone con disabilità grave per almeno 91 ore settimanali.
  • Contributo: fino a 1.200 euro trimestrali, con limiti reddituali (reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro annui e ISEE familiare sotto i 15.000 euro).

Nonostante l’annuncio della ministra come “svolta epocale”, il contributo riguarda solo una piccola frazione dei circa 7 milioni di caregiver che assistono oltre 4 milioni di persone non autosufficienti.

L’impatto del ruolo del caregiver

Il caregiver familiare svolge un compito silenzioso ma gravoso e prolungato nel tempo. Il suo benessere influisce direttamente sulla qualità dell’assistenza offerta alla persona fragile.

Sostenere i caregiver non è solo un gesto di civiltà, ma un imperativo etico e sociale. Il riconoscimento economico e legislativo, anche se parziale, rappresenta un passo fondamentale per garantire dignità, supporto e sicurezza a chi dedica la propria vita alla cura degli altri.

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Cos'è il reddito di base europeo incondizionato Il reddito di base europeo incondizionato (RBI) è una proposta sostenuta da un'Iniziativa dei Cittadini Europei che mira a introdurre una misura valida in tutta l'Unione Europea. Dal punto di vista politico, la proposta è sostenuta principalmente da: movimenti civici europei; il gruppo The Left al Parlamento europeo; i Verdi europei; alcuni parlamentari europei. L'obiettivo del reddito di base europeo incondizionato è contrastare la crescente precarietà economica, anche alla luce delle trasformazioni del mercato del lavoro causate dall'automazione e dall'intelligenza artificiale. Il Pilastro europeo dei diritti sociali Il reddito di base europeo incondizionato trova il proprio riferimento nel Pilastro europeo dei diritti sociali. Questo documento individua 20 principi fondamentali che guidano le politiche sociali e del lavoro degli Stati membri. 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Perché si propone il reddito di base europeo incondizionato Una misura contro la povertà Il reddito di base europeo incondizionato nasce con l'obiettivo di ridurre il numero di cittadini che vivono in condizioni di povertà, soprattutto negli Stati membri che non garantiscono redditi minimi adeguati. La misura riguarda anche coloro che, pur avendo un'occupazione, non riescono a sostenere il costo della vita e ad acquistare il cosiddetto paniere dei beni essenziali. Gli obiettivi della proposta Secondo i promotori, il reddito di base europeo incondizionato consentirebbe di: garantire una soglia minima di sussistenza dignitosa; scollegare la sopravvivenza economica dal solo lavoro subordinato; offrire maggiore potere contrattuale ai lavoratori; contrastare il fenomeno del lavoro sottopagato; tutelare i cittadini dagli effetti dell'automazione e dell'intelligenza artificiale; ridurre il rischio di indebitamento. Come funziona l'iniziativa dei cittadini europei La proposta sul reddito di base europeo incondizionato è stata registrata dalla Commissione Europea il 7 luglio 2026 . Attualmente la raccolta firme non è ancora iniziata. Le prossime fasi Gli organizzatori avranno: 6 mesi di tempo dalla registrazione per completare gli aspetti organizzativi e fissare la data di avvio della raccolta firme; 12 mesi per raccogliere le adesioni una volta aperta ufficialmente l'iniziativa. Per consentire alla Commissione Europea di esaminare formalmente la proposta sarà necessario raggiungere contemporaneamente due requisiti: almeno 1 milione di firme di cittadini dell'Unione Europea; superare la soglia minima prevista in almeno 7 Stati membri. Reddito di base europeo incondizionato e povertà in Italia Il tema del reddito di base europeo incondizionato assume particolare rilevanza anche alla luce dei dati italiani sulla povertà. Secondo i dati ISTAT richiamati nel testo: il 9,8% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta; le persone coinvolte sono stabilmente 5,7 milioni . Numeri che riportano al centro del dibattito la necessità di individuare strumenti efficaci di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. Conclusione: una nuova opportunità per il contrasto alla povertà? Il reddito di base europeo incondizionato rappresenta una proposta che punta a rafforzare la protezione sociale nell'Unione Europea, garantendo un sostegno economico minimo ai cittadini e affrontando le nuove sfide poste dalla precarietà lavorativa e dall'evoluzione tecnologica. Resta ora da verificare se l'iniziativa riuscirà a raccogliere il consenso necessario per essere esaminata dalle istituzioni europee. 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