Promesse tradite per i caregiver
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Chi sono i caregiver e perché la loro figura è così importante. I caregiver sono coloro che si prendono cura di un coniuge, partner, convivente di fatto, o di un familiare/affine secondo i gradi previsti, quando la persona assistita è non autosufficiente o con disabilità grave.

Il ruolo di caregiver familiare è formalmente riconosciuto per la prima volta a livello nazionale con la Legge di Bilancio 2018 (art. 1, L. n. 205/2017).
In alcune Regioni, si stanno adottando leggi regionali specifiche: ad esempio la Legge 55/2025 (Toscana) che riconosce formalmente il caregiver come figura integrante del sistema di welfare regionale, con diritti di partecipazione ai piani di cura, accesso a servizi sociali-sanitari, supporto e rete di sostegno. Iniziativa più che lodevole.
Altre Regioni (o proposte regionali) – ad esempio quella del Molise – prevedono ambiti di riconoscimento anche indipendentemente dalla convivenza, con misure economiche e di supporto, e con la possibilità di valorizzare le competenze acquisite dal caregiver (anche per un eventuale reinserimento lavorativo).
Tutte idee ed esperienze che possono portare sollievo e beneficio a coloro che rinunciano a se stesse per prendersi cura del proprio caro.
Però l’assistenza a persone portatrici di disabilità non è mai a costo e rinunce zero. Il caregiver molto spesso abbandona la propria vita sociale, lavorativa e anche familiare.
La realtà in Italia ancora oggi non soddisfa i tanti che vivono in questa situazione e che si sentono abbandonati dalle istituzioni e dalla politica. Promesse su promesse rincorse da anni e da vari governi.
Andiamo avanti con il riconoscimento del caregiver familiare: con queste parole, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha annunciato che il disegno di legge governativo sarà presentato a gennaio, dopo l’approvazione della manovra. Il testo, già condiviso a livello tecnico, introduce tutele differenziate in base all’intensità del compito di cura e si collega direttamente alla legge di bilancio 2026, dove è stata stanziata una prima copertura economica. L’annuncio, diffuso attraverso una nota ufficiale del Ministero.
COSA PREVEDE LA MANOVRA ECONOMICA 2026
Nel testo della legge di bilancio 2026, attualmente in prima lettura al Senato, è prevista l’istituzione di un Fondo per i caregiver familiari con una dotazione iniziale di 1,15 milioni di euro per il 2026, destinata a finanziare le prime misure di riconoscimento e sostegno. A partire dal 2027, la dotazione sarà incrementata fino a 207 milioni di euro annui. Le risorse, affidate al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, saranno ripartite tra Regioni e Province autonome. Il fondo anticipa l’attuazione del disegno di legge, che dovrà essere approvato dal Parlamento per rendere operative le misure a partire dal 2026.
TRADOTTO COSA SIGNIFICA
Un euro e 11 centesimi l’ora. Questo è l’aiuto economico che il governo pensa di elargire ai «caregiver» che tappano i buchi statali assistendo disabili non autosufficienti per oltre 13 ore al giorno. Assistenza minima 91 ore settimanali. Paga: 400 euro al mese.
Le stime dicono che l’aiuto ai non autosufficienti (4.027.488 per l’ultimo Osservatorio Long Term Care del CERGAS-SDA Bocconi, solo per il 7,6% ospiti nelle Rsa) vale come minimo il 2,5% del Pil: 55 miliardi.
Ma nonostante i costi irrisori la Ministra Locatelli definisce la proposta una svolta epocale. Dopo 15 anni di tentativi “stiamo per portare in Parlamento una proposta complessiva e sostenibile di riconoscimento dei caregiver.
Peccato che i soldi andranno solo al caregiver familiare convivente prevalente che assiste una persona con disabilità grave per almeno 91 ore settimanali, con un contributo trimestrale fino a 1.200 euro, solo se ha un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro annui e un Isee familiare sotto i 15.000 euro. In pratica: ai limiti della povertà disperata.
Una quota risibile dei 7 milioni che si occupano degli oltre quattro milioni di non autosufficienti che spesso non sono in grado neppure di soffiarsi il naso da soli.
Sostenere i caregiver non è solo una forma di civiltà, ma un imperativo etico e sociale.
Il ruolo del caregiver è spesso silenzioso, gravoso e prolungato nel tempo, e il suo benessere ha un impatto diretto sulla qualità dell'assistenza fornita alla persona fragile.
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