Neuroblastoma: L’importanza della ricerca e dei fondi del PNRR
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Il Neuroblastoma è un tumore infantile che colpisce soprattutto i bambini da 0 ai 10 anni di età. Insieme ai Tumori Cerebrali il Neuroblastoma è considerato la prima causa di morte e la terza neoplasia per frequenza dopo le leucemie e i Tumori Cerebrali Pediatrici .

Il Neuroblastoma è un tumore infantile che colpisce soprattutto i bambini da 0 ai 10 anni di età. Insieme ai Tumori Cerebrali il Neuroblastoma è considerato la prima causa di morte e la terza neoplasia per frequenza dopo le leucemie e i Tumori Cerebrali Pediatrici .
Da qui l’importanza di nuove frontiere della ricerca dedicate al neuroblastoma, tumore solido pediatrico tra i più comuni.
Negli ultimi decenni, grazie alla ricerca: la sopravvivenza dei bambini con forme a basso e medio rischio è oggi molto elevata, spesso superiore all’80–90%;
ð anche i casi ad alto rischio, che erano quasi sempre fatali, oggi hanno più opzioni terapeutiche e prospettive migliori grazie a trattamenti innovativi. Su queste forme più gravi c’è, però, ancora tanto da fare: il tasso di sopravvivenza a lungo termine resta infatti inferiore al 50%.
PERCHE’ E’ IMPORTANTE FARE RICERCA: QUALI SONO I BENEFICI SOCIALI E PER LA QUALITÀ DELLA VITA
1. Miglioramento della salute e della medicina
ð Scoperta di nuovi farmaci e terapie (vaccini, immunoterapie, terapie geniche).
ð Diagnosi più precoci e accurate.
ð Tecnologie mediche che aumentano l’aspettativa e la qualità della vita.
2. Formazione di competenze avanzate
ð Crescita di capitale umano altamente qualificato.
ð Pensiero critico, metodo scientifico, capacità di risolvere problemi complessi.
3. Cultura dell’innovazione
ð Promuove curiosità, creatività e mentalità aperta al cambiamento.
ð Riduce superstizioni e disinformazione grazie al rigore del metodo scientifico.
IL PNRR A SOSTEGNO DELLA RICERCA
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) investe nella ricerca attraverso la Missione 4: Istruzione e Ricerca, con l'obiettivo di potenziare il sistema universitario e della ricerca italiano. Le risorse sono dedicate a misure che spaziano da borse di studio e dottorati innovativi, che coinvolgono anche le imprese, a infrastrutture di ricerca e innovazione. Gli investimenti mirano a creare una maggiore integrazione tra università, enti di ricerca e imprese, contrastare la fuga dei cervelli e rafforzare la competitività italiana.
Ma a novembre 2025, l’Italia ha speso solo il 44% degli circa 8,5 miliardi di euro del PNRR destinati a rafforzare il trasferimento tecnologico tra università, enti di ricerca e imprese.
Di queste risorse spese, circa il 60% è andato al personale, con oltre 12.000 nuovi ricercatori assunti. Tuttavia, una parte consistente delle assunzioni risulta a tempo determinato e non è chiaro che cosa accadrà alla fine del PNRR.
Alcune realtà di ricerca rischiano tagli strutturali importanti.
Il contesto politico e normativo tenta di reagire: nella legge di bilancio 2026 è previsto un fondo per ricerca e bandi (un “Fondo Programmazione Ricerca” o simile), ma l’ammontare è considerato da molti insufficiente rispetto ai bisogni strutturali.
Scadenze e vincoli temporali per il PNRR — cosa c’è da sapere
ð Il PNRR nel suo complesso ha scadenze “hard”: gli obiettivi del piano devono essere raggiunti entro agosto 2026, e le richieste di pagamento e rendicontazione devono essere presentate entro 30 settembre 2026.
ð A fronte di queste scadenze imminenti (relativamente, data l’attuale 2025), cresce la pressione su università, enti di ricerca, singoli ricercatori e imprese per chiudere in tempo le pratiche, avviare i progetti, rendicontare spese e contratti.
E QUANDO SI PARLA DI NEUROBLASTOMA? BENEFICI DELLA RICERCA
Da qui l’importanza di nuove frontiere della ricerca dedicate al neuroblastoma.
Una ricerca può cambiare il destino di molti bambini e non può e non deve fermarsi.
Il progetto AlterAction
Tra i filoni di ricerca in campo c’è AlterAction. Questo l’obiettivo del progetto: leggere in modo dettagliato il “manuale di istruzioni” delle cellule tumorali per capire come i geni, con le loro alterazioni, influenzano lo sviluppo del neuroblastoma e per scoprire gli errori genetici finora invisibili che favoriscono il processo tumorale.
Il fine ultimo dello studio è quello di individuare alterazioni genetiche intesi come nuovi “bersagli” da “colpire” a scopo terapeutico.
AlterAction è un progetto multicentrico coordinato dal CEINGE di Napoli e dal Dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata (CIBIO) dell’Università di Trento con la collaborazione di altri centri di ricerca italiani.
Lo studio, in fase preclinica, è tra i progetti promossi dall’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ETS con la campagna di Natale “Dono Ricerca. RiDono la vita” edizione 2025 a sostegno della ricerca scientifica.
“Con questo approccio studieremo anche perché le cellule tumorali diventano ‘furbe’ e resistono ai farmaci, sopravvivendo alle cure. Queste informazioni potrebbero portare a terapie più efficaci per sconfiggere il tumore” dichiara Mario Capasso, professore associato di genetica medica all’Università Federico II di Napoli e coordinatore di AlterAction per il CEINGE-Biotecnologie Avanzate, società consortile senza scopo di lucro i cui soci sono l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e l’Università Federico II.
“Capire come i geni influenzano questa malattia - prosegue Capasso - ha tre obiettivi principali: rendere le diagnosi più accurate, permettere di creare terapie personalizzate basate sul profilo genetico di ogni paziente, e aumentare le possibilità di guarigione”.
La ricerca rappresenta il futuro di tutti. Per questo sosteniamola!
#mariocapasso #AlterAction
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri e Francesco Ciampa
Francesco Ciampa, giornalista
ufficiostampa@neuroblastoma.org
Condividi questo articolo





