13 gennaio 2026

Perchè la libera professione per gli infermieri non decolla

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Libera professione infermieristica: perché non è ancora un diritto stabile per gli infermieri?

Tempo di lettura: 5 minuti


Il tema della libera professione infermieristica continua a essere uno dei nodi più discussi all’interno della professione. Nonostante negli anni siano state introdotte sperimentazioni e proroghe, la libera professione per gli infermieri non è ancora diventata strutturale e permanente.

Come evidenziato nel dibattito professionale, aver evitato battaglie “a muso duro” per rendere la libera professione infermieristica stabile ha portato a risultati poveri e a tempo determinato.

Questo solleva alcune domande fondamentali:

  • Chi non vuole davvero la libera professione infermieristica?
  • Perché non viene riconosciuta come diritto professionale?

Comprendere questi aspetti è essenziale per analizzare il futuro della professione infermieristica e le prospettive economiche dei professionisti.

Una professione profondamente divisa

Uno dei motivi principali per cui la libera professione infermieristica fatica ad affermarsi riguarda la forte divisione interna alla professione.

Oggi il mondo infermieristico è composto da diverse realtà professionali:

  • dipendenti pubblici
  • personale del privato accreditato
  • infermieri che lavorano nelle cooperative
  • liberi professionisti
  • lavoratori precari

In questo contesto, una spinta forte verso la libera professione infermieristica potrebbe avere effetti diversi sui vari gruppi professionali.

Infatti potrebbe:

  • favorire alcuni professionisti
  • penalizzarne altri
  • generare una conflittualità interna alla categoria

La posizione prudente delle istituzioni professionali

Un altro elemento che incide sullo sviluppo della libera professione infermieristica riguarda la posizione delle istituzioni rappresentative.

Spesso la FNOPI ha scelto una linea prudente e attendista, evitando scontri diretti che potrebbero alterare equilibri politici delicati.

Imporsi con forza su questo tema potrebbe infatti significare rompere equilibri istituzionali complessi, con il rischio di perdere consenso all’interno della categoria.


La scelta strategica degli ultimi anni

Negli ultimi anni, l’attenzione della rappresentanza professionale si è concentrata soprattutto sul riconoscimento culturale della professione infermieristica, più che su quello economico.

In particolare, sono stati valorizzati:

  • competenze avanzate
  • lauree magistrali
  • ruoli clinici evoluti
  • la figura dell’infermiere di famiglia

Il problema del riconoscimento economico

Tuttavia, questi nuovi ruoli professionali spesso non sono stati collegati a elementi fondamentali come:

  • autonomia economica
  • possibilità imprenditoriale
  • una libera professione infermieristica strutturata

Il risultato è evidente per molti professionisti: più responsabilità ma lo stesso stipendio.

Libera professione infermieristica: una valvola di sfogo

Nella pratica quotidiana, la libera professione infermieristica non viene ancora riconosciuta come un diritto professionale pieno.

Al contrario, viene spesso considerata una soluzione temporanea o emergenziale.

In molti casi si parla di:

  • proroghe temporanee
  • sperimentazioni
  • autorizzazioni caso per caso

In altre parole, la libera professione infermieristica viene tollerata come valvola di sfogo, ma raramente riconosciuta come componente strutturale della professione.


Il problema economico: infermieri tra i nuovi poveri

Il tema della libera professione infermieristica si intreccia inevitabilmente con le condizioni economiche dei professionisti.

In alcune regioni del Nord Italia, come la Lombardia, molti infermieri vengono ormai definiti nuovi poveri.

Il motivo è semplice: il costo della vita è aumentato drasticamente.

A Milano, ad esempio:

  • gli affitti sono molto elevati
  • il costo dei beni essenziali è aumentato
  • parcheggi e strisce blu sono ovunque
  • l’accesso all’Area C è a pagamento

Anche i trasporti pubblici sono aumentati, con biglietti che arrivano a 2,20 euro per 90 minuti.

A questo si aggiungono:

  • spese di affitto o mutuo
  • bollette di luce e gas
  • costi di condominio
  • spese per benzina

Con uno stipendio medio di circa 1700 euro, che con gli straordinari può arrivare a 1900 euro, diventa evidente quanto sia difficile sostenere tutte queste spese.

La difficoltà di costruire una vita dignitosa

Alla fine del mese, per molti infermieri non resta quasi nulla nel portafoglio.

Questo significa rinunciare a molte attività della vita quotidiana:

  • viaggiare
  • acquistare vestiti
  • frequentare palestra o attività culturali
  • andare a teatro o al cinema

La situazione diventa ancora più complessa per chi ha una famiglia.

Per molti genitori è necessario avere due stipendi per garantire:

  • scuola
  • cure sanitarie private per i figli (dentista, oculista, ecc.)
  • vestiti e altre necessità quotidiane

In questo contesto, la libera professione infermieristica potrebbe rappresentare una possibilità concreta per migliorare la sostenibilità economica della professione.

Come trasformare la libera professione infermieristica in un diritto

Una delle questioni centrali riguarda proprio il passaggio della libera professione infermieristica da semplice deroga a diritto professionale riconosciuto.

Il ruolo possibile della FNOPI

La FNOPI potrebbe adottare alcune azioni strategiche.

Tra queste:

  • affermare ufficialmente che l’esercizio libero-professionale è parte integrante della professione infermieristica
  • inserire questo principio nei regolamenti ordinistici
  • riconoscere la libera professione non come emergenza ma come diritto professionale


Contrastare i dinieghi delle aziende sanitarie

Oggi accade frequentemente che le ASL negano le autorizzazioni alla libera professione con motivazioni generiche.

Spesso queste decisioni non vengono contestate.

Una possibile strategia potrebbe essere:

  • creare un ufficio legale nazionale
  • sostenere ricorsi pilota
  • portare i casi davanti al TAR o alla Corte Costituzionale

Secondo molti osservatori, dopo poche sentenze sfavorevoli le Regioni sarebbero costrette ad allinearsi.

Chiedere una legge strutturale

Un altro passaggio fondamentale riguarda la richiesta di una legge stabile sulla libera professione infermieristica.

Non più proroghe o sperimentazioni temporanee, ma una normativa chiara che preveda:

  • una legge strutturale
  • un regime simile alla libera professione medica
  • l’abolizione dell’autorizzazione discrezionale aziendale

Creare alleanze con altre professioni sanitarie

Un altro errore strategico potrebbe essere stato quello di affrontare la questione in modo isolato.

La libera professione infermieristica potrebbe invece essere sostenuta attraverso alleanze con altre professioni sanitarie.

Ad esempio:

  • Ordini dei medici
  • fisioterapisti
  • altre professioni sanitarie già autonome

Un fronte multiprofessionale potrebbe promuovere un modello di intramoenia multiprofessionale.

In politica, infatti, i blocchi organizzati vengono ascoltati più delle singole voci.


Conclusione

Alla luce di questa analisi, una domanda appare inevitabile.

È legittimo pensare che un infermiere possa avere, come altre professioni sanitarie, la possibilità di esercitare la libera professione e costruire una vita dignitosa?

Il punto centrale è che la libera professione infermieristica non è bloccata per mancanza di leggi, ma piuttosto per mancanza di volontà di applicarle fino in fondo.

Riconoscere davvero la libera professione infermieristica come diritto professionale potrebbe rappresentare un passo decisivo per il futuro della professione e per la sostenibilità economica di migliaia di infermieri.


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