Flotte di Medici non risolvono il problema del Ssn
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

La riforma Bernini ha alimentato l’illusione che laureare più medici fosse la panacea per risolvere i problemi del Ssn

In Italia ci sono tanti medici, che fuggono dalla sanità pubblica, in più sono desertificate alcune specialità perché poco attrattive, tra queste la medicina generale, medicina d’urgenza, radioterapia e varie specialità cruciali per il sistema sanitario.
Il rischio a cui si potrebbe andare in contro con questa riforma
Utilizzo di risorse pubbliche per formare una nuova pletora medica destinata al libero mercato, in una sanità dove il pubblico arretra e il privato avanza. La riforma oltre a non premiare il merito, rischia di formare un eccesso di medici senza trattenerli nella sanità pubblica.
I dati smentiscono la narrazione della carenza di medici in Italia
Nonostante la narrazione dominante, i dati OCSE 2025 parlano chiaro: l’Italia conta 5,4 medici ogni 1.000 abitanti, un valore nettamente superiore alla media europea (4,1).
Dall'analisi del nostro ultimo report, chiosa Nino Cartabellotta, emerge un dato: quasi 93.000 medici abilitati (il 29,4% del totale) non lavorano per il settore pubblico, né come dipendenti né come convenzionati (GIMBE, 8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale).
Questi numeri dimostrano che in Italia non c’è affatto carenza di medici, ma il vero problema è la carenza ormai cronica e strutturale degli infermieri
I numeri sono allarmanti: media in Italia infermieri: 6,5 ogni 1.000 abitanti rispetto alla media OCSE di 9,5 ogni 1000 abitanti.
Secondo i dati nazionali, nel 2023 sono 277.164 gli infermieri dipendenti, pari a 4,7 per 1.000 abitanti, con un range che varia da 3,53 della Sicilia a 6,86 della Liguria. A peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione: per l’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande presentate e posti disponibili al corso di laurea in Infermieristica si è attestato sul valore di 0,92.
Infine, le
retribuzioni
restano ben al di sotto della media OCSE: a parità di potere di acquisto per i consumi privati, per i medici specialisti la retribuzione media in Italia è di $ 117.954 (media OCSE $ 131.455) e per gli infermieri ospedalieri di $ 45.434 (media OCSE $ 60.260), (GIMBE, 8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale).
La Ministra Bernini torna alla carica dopo le varie polemiche di questi giorni, parlando del semestre filtro per gli aspiranti medici. Ha promesso che si entrerà in graduatoria anche con una o due bocciature da recuperare, ma soprattutto che si andrà avanti con la riforma per il prossimo anno accademico.
Aspettiamoci quindi una vagonata di medici non si sa esattamente in quali specialità, di cui alcune andranno in overbooking altre finiranno deserte.
Per gli infermieri ci saranno Le lauree specialistiche proposte e promosse principalmente dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), in collaborazione con i Ministeri della Salute e dell'Università
Resta solo da capire chi potrà accedervi, considerando la grave carenza di risorse, e senza dover lasciare sguarniti reparti e servizi sanitari in genere.
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