Flotte di Medici non risolvono il problema del Ssn
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Riforma Bernini e carenza di medici in Italia: perché laureare più medici non risolve i problemi del SSN
La recente riforma Bernini ha alimentato l’idea che laureare più medici possa rappresentare la soluzione ai problemi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questa visione, tuttavia, rischia di semplificare eccessivamente una realtà molto più complessa.
In Italia, infatti, non mancano i medici, ma molti di loro abbandonano la sanità pubblica o scelgono percorsi professionali diversi. Parallelamente, alcune specialità fondamentali risultano sempre meno attrattive e quindi progressivamente desertificate.
Tra queste rientrano:
- Medicina generale
- Medicina d’urgenza
- Radioterapia
- Altre specialità cruciali per il funzionamento del sistema sanitario
Il dibattito sulla carenza di medici in Italia rischia quindi di distogliere l’attenzione dai problemi strutturali che stanno mettendo sotto pressione il sistema sanitario.

Riforma Bernini: il rischio di aumentare i medici senza rafforzare il SSN
Uno dei principali rischi legati alla riforma riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche per formare un numero sempre maggiore di medici, senza però garantire che questi rimangano all’interno della sanità pubblica.
In un contesto in cui:
- il sistema sanitario pubblico arretra
- il settore privato avanza
- le condizioni lavorative restano critiche
la riforma potrebbe portare alla formazione di una nuova pletora medica destinata al libero mercato.
Un sistema che non premia il merito
La riforma, inoltre, secondo molte analisi non premia il merito e rischia di produrre un eccesso di medici senza creare reali strumenti per trattenerli nel Servizio Sanitario Nazionale.
Il risultato potrebbe essere paradossale: più medici formati con fondi pubblici ma meno professionisti disponibili nel sistema sanitario pubblico.
I dati OCSE smentiscono la carenza di medici in Italia
Nonostante la narrazione dominante sulla carenza di medici in Italia, i dati internazionali raccontano una realtà differente.
Secondo i dati OCSE 2025, l’Italia conta:
- 5,4 medici ogni 1.000 abitanti
Un valore nettamente superiore alla media europea, che si attesta a:
- 4,1 medici ogni 1.000 abitanti
Il dato dei medici fuori dal settore pubblico
Dall’analisi dell’ultimo report emerge un dato significativo.
Come sottolinea Nino Cartabellotta, quasi 93.000 medici abilitati, pari al 29,4% del totale, non lavorano nel settore pubblico, né come dipendenti né come convenzionati.
Il dato emerge dall’8° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione GIMBE.
Questo significa che il problema non è la carenza di medici in Italia, ma piuttosto la difficoltà del sistema pubblico nel trattenere i professionisti.
Il vero problema del sistema sanitario: la carenza di infermieri
Se la carenza di medici in Italia viene spesso enfatizzata nel dibattito pubblico, i dati indicano invece una criticità molto più grave: la carenza strutturale di infermieri.
I numeri sugli infermieri in Italia
Le statistiche sono particolarmente significative.
In Italia si registrano:
- 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti
mentre la media OCSE è di 9,5 ogni 1.000 abitanti.
Secondo i dati nazionali:
- nel 2023 gli infermieri dipendenti sono 277.164
- pari a 4,7 infermieri ogni 1.000 abitanti
Con forti differenze territoriali:
- Sicilia: 3,53 per 1.000 abitanti
- Liguria: 6,86 per 1.000 abitanti
Il calo dell’attrattività della professione
A rendere ancora più critica la situazione contribuisce il crollo dell’attrattività della professione infermieristica.
Per l’anno accademico 2025/2026, il rapporto tra domande presentate e posti disponibili nel corso di laurea in Infermieristica è sceso a 0,92.
Questo significa che i posti disponibili sono ormai quasi superiori alle richieste, segnale evidente di una professione sempre meno attrattiva.
Le retribuzioni sotto la media OCSE
Anche il tema delle retribuzioni sanitarie incide sull’attrattività delle professioni.
Secondo l’8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, a parità di potere di acquisto:
- Medici specialisti in Italia: 117.954 dollari
- Media OCSE: 131.455 dollari
Per quanto riguarda gli infermieri ospedalieri:
- Italia: 45.434 dollari
- Media OCSE: 60.260 dollari
Questi dati mostrano come la competitività economica del sistema sanitario italiano sia inferiore rispetto ad altri Paesi.
Il semestre filtro della riforma Bernini
Dopo le polemiche emerse negli ultimi giorni, la Ministra Anna Maria Bernini è tornata sul tema del semestre filtro per gli aspiranti medici.
Secondo quanto dichiarato:
- sarà possibile entrare in graduatoria anche con una o due bocciature da recuperare
- la riforma proseguirà già dal prossimo anno accademico
Il rischio di squilibri tra specializzazioni
Le conseguenze potrebbero essere difficili da gestire.
È possibile infatti che si crei:
- un numero molto elevato di nuovi medici
- una distribuzione squilibrata tra le specialità
Con il rischio concreto che:
- alcune specializzazioni vadano in overbooking
- altre, già oggi critiche, rimangano deserte
Le possibili evoluzioni per la professione infermieristica
Parallelamente, per quanto riguarda la professione infermieristica, sono state proposte nuove lauree specialistiche.
Le iniziative sono promosse principalmente dalla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) in collaborazione con:
- Ministero della Salute
- Ministero dell’Università
Le criticità ancora aperte
Resta però da chiarire un punto fondamentale.
Occorre capire:
- chi potrà accedere a queste lauree specialistiche
- come saranno gestite le risorse disponibili
In un sistema sanitario che già oggi deve affrontare una grave carenza di personale, il rischio è quello di lasciare ulteriormente scoperti reparti e servizi sanitari.
Conclusione: il vero nodo non è la carenza di medici in Italia
Il dibattito sulla carenza di medici in Italia rischia di semplificare eccessivamente la situazione del sistema sanitario.
I dati mostrano chiaramente che:
- il numero di medici non è inferiore alla media europea
- molti professionisti non lavorano nel settore pubblico
- la vera emergenza riguarda la carenza di infermieri
Per affrontare davvero i problemi del Servizio Sanitario Nazionale servono quindi politiche strutturali, capaci di:
- migliorare condizioni di lavoro
- rendere più attrattive le professioni sanitarie
- rafforzare il sistema pubblico
Solo intervenendo su questi fattori sarà possibile garantire la sostenibilità del SSN e la qualità dell’assistenza ai cittadini.
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