Comunisti forse si, ma pensanti. Questo è il problema della Ministra Bernini?
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Mobbing verticale e comunicazione istituzionale: quando il potere rischia di diventare abuso
Settore: diritti sociali, benessere psicologico e cultura istituzionale
Problema principale utente: riconoscere il mobbing verticale e comprendere gli effetti della violenza psicologica nei contesti educativi e lavorativi
Quando il confronto diventa scontro
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di benessere psicologico, rispetto istituzionale e qualità della comunicazione pubblica. Episodi di tensione tra istituzioni e studenti, come quanto avvenuto durante l’evento Atreju con la contestazione alla Ministra Bernini da parte di studenti dell’Udu (Unione degli Universitari), riportano al centro un tema delicato: il mobbing verticale.
Durante la contestazione, alcuni studenti hanno espresso disagio legato alla riforma di medicina, denunciando stress psicologico, difficoltà universitarie e timori per il proprio futuro accademico. La risposta istituzionale, caratterizzata da toni provocatori e derisori, ha acceso un dibattito più ampio: quando l’esercizio dell’autorità supera il limite del confronto democratico?
Comprendere cosa sia il
mobbing verticale e quali conseguenze produca è fondamentale non solo nei luoghi di lavoro, ma anche nei contesti educativi e sociali.

Cos’è il mobbing verticale
Il mobbing verticale si verifica quando una figura gerarchicamente superiore utilizza il proprio ruolo per esercitare pressione psicologica, svalutazione o umiliazione nei confronti di persone poste in posizione subordinata.
Non riguarda esclusivamente aziende o uffici: può manifestarsi anche in ambiti istituzionali, universitari ed educativi.
Caratteristiche principali del mobbing verticale
Il comportamento viene generalmente riconosciuto quando sono presenti:
- uso dell’autorità per delegittimare interlocutori più deboli;
- atteggiamenti denigratori o umilianti pubblicamente;
- ridicolizzazione del dissenso;
- comunicazione aggressiva o svalutante;
- squilibrio evidente di potere tra le parti.
Elemento centrale: non è il dissenso a costituire il problema, ma il modo in cui viene gestito il rapporto di forza.
Mini riepilogo
✔ presenza di gerarchia
✔ abuso comunicativo
✔ impatto psicologico sulla persona
Il caso degli studenti e il ruolo dell’autorità istituzionale
Durante la contestazione ad Atreju, gli studenti hanno espresso un disagio concreto:
- paura di perdere un anno accademico;
- aumento dello stress universitario;
- ricorso crescente al supporto psicologico;
- difficoltà emotive legate al percorso di studi.
Le risposte provenienti dal palco, caratterizzate da ironia e delegittimazione, hanno spostato il focus dal dialogo al conflitto.
In contesti educativi, la comunicazione istituzionale assume un peso particolare perché chi parla rappresenta un modello di riferimento sociale.
Quando la figura istituzionale reagisce con superiorità o scherno, può emergere una dinamica percepita come mobbing verticale, soprattutto se rivolta a giovani studenti già in una condizione di vulnerabilità.
Perché il mobbing verticale è pericoloso nei contesti educativi
L’università non è solo un luogo di formazione accademica, ma anche uno spazio di crescita personale.
Uno studente spesso vive:
- insicurezza sul proprio futuro;
- paura di non essere all’altezza;
- pressione sociale e familiare;
- stress da performance.
Un linguaggio istituzionale svalutante può amplificare tali fragilità.
Effetti immediati sugli studenti
- riduzione dell’autostima;
- senso di inadeguatezza;
- aumento dell’ansia;
- percezione di non essere ascoltati.
Il rischio maggiore è la perdita di fiducia nelle istituzioni educative.
Le conseguenze psicologiche del mobbing verticale
Il mobbing verticale produce effetti documentati sia sul piano psicologico sia su quello fisico e relazionale.
Danni psicologici
- ansia e depressione;
- perdita di autostima;
- isolamento sociale;
- stress cronico;
- disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
Effetti fisici correlati
- insonnia;
- disturbi gastrointestinali;
- problemi cardiovascolari;
- affaticamento persistente.
Conseguenze relazionali
- difficoltà nel confronto;
- paura del giudizio;
- riduzione della partecipazione attiva.
Mini riepilogo
Il mobbing verticale
non è solo un problema comunicativo, ma un fattore che incide sulla salute mentale e sulla qualità della vita.
Autorità e gestione dello stress: il ruolo della leadership pubblica
Un elemento emerso dall’episodio è l’incapacità di gestire situazioni di tensione attraverso il dialogo.
La leadership istituzionale richiede competenze specifiche:
- gestione dello stress;
- comunicazione empatica;
- capacità di ascolto;
- mediazione del conflitto.
Un ruolo pubblico implica responsabilità aggiuntive: il potere comunicativo deve essere equilibrato dal rispetto verso l’interlocutore.
Nei contesti educativi questo aspetto diventa ancora più rilevante, perché studenti e giovani adulti costruiscono anche attraverso tali esperienze la propria percezione delle istituzioni.
Mobbing verticale: come riconoscerlo nella vita quotidiana
Molti lettori cercano informazioni sul mobbing verticale perché vivono situazioni simili nel lavoro o nello studio.
Segnali da non sottovalutare:
- umiliazioni pubbliche reiterate;
- sarcasmo utilizzato per delegittimare;
- svalutazione delle opinioni;
- esclusione dal confronto;
- uso dell’autorità per zittire il dissenso.
Quando questi comportamenti si ripetono nel tempo, non si tratta più di semplice conflitto ma di violenza psicologica.
Perché parlarne oggi è fondamentale
Le nuove generazioni mostrano maggiore sensibilità verso:
- salute mentale;
- rispetto reciproco;
- comunicazione inclusiva;
- partecipazione democratica.
Ignorare episodi percepiti come mobbing verticale significa rischiare di normalizzare modelli comunicativi basati sulla prevaricazione.
Al contrario, affrontare il tema contribuisce a:
- costruire ambienti educativi più sani;
- rafforzare la fiducia istituzionale;
- prevenire disagio psicologico giovanile.
Benefici di una comunicazione istituzionale rispettosa
Una gestione corretta del dissenso produce effetti positivi concreti:
- maggiore partecipazione degli studenti;
- riduzione del conflitto sociale;
- miglioramento del clima educativo;
- sviluppo del pensiero critico senza paura.
Le istituzioni non perdono autorevolezza ascoltando: la rafforzano.
Mini riepilogo finale
Il caso analizzato evidenzia tre punti chiave:
- il mobbing verticale può manifestarsi anche fuori dal contesto lavorativo;
- la comunicazione istituzionale influisce profondamente sul benessere psicologico dei giovani;
- il rispetto del dialogo è essenziale nei contesti educativi.
Conclusione: cosa possiamo imparare
Riconoscere il mobbing verticale significa difendere la dignità delle persone e promuovere una cultura basata sul confronto e non sulla prevaricazione.
Consigli pratici per studenti e cittadini:
- non minimizzare comportamenti umilianti;
- sviluppare consapevolezza sui propri diritti relazionali;
- cercare supporto psicologico o istituzionale quando necessario;
- promuovere sempre il dialogo rispettoso.
Le future generazioni meritano ambienti educativi capaci di ascoltare, comprendere e accompagnare la crescita personale.
Se desideri approfondire temi legati a diritti sociali, salute psicologica e cultura istituzionale, continua a seguire il blog di
Gabriella Scrimieri, dedicato all’informazione consapevole e alla tutela della persona.
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