Comunisti forse si, ma pensanti. Questo è il problema della Ministrao Bernini
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Un gruppetto di studenti dell’Udu (l’Unione degli universitari) ad Atreju contesta la Ministra Bernini, cercando di impedire il suo intervento conclusivo

«Non ce la facciamo più, ci sono ragazzi che stanno male, ragazzi che hanno ricominciato ad andare dallo psicologo, ragazzi che si tolgono la vita, ragazzi che con il semestre filtro rischiamo di perdere un anno», urlano i giovani in mobilitazione contro la riforma di medicina. «Siamo studenti, venga a parlare con gli studenti».
Dal palco la Ministra invita la folla a un applauso, si alza dalla sedia e incita i presenti ad applaudire, «Ecco i contestatori, vi stavamo aspettando e continua facciamogli un bell’applauso».
E poi ancora: «Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete solo dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità», replica Bernini.
Frasi degne di un palcoscenico comico non di certo rivolto ad una platea di studenti universitari.
Cosa colpisce di tanta vemenza sia nei toni che nei modi? L’incapacità di gestire lo stress, ma anche la consapevolezza di ricoprire un ruolo di predominanza nei confronti degli studenti.
Possiamo parlare quindi di Mobber Verticale?
Il mobber verticale è una persona che usa la sua autorità per denigrare i sottoposti. Una persona che esercita abuso di potere, manifestando comportamenti di mobbing psicologico, prevaricazione, e violenza psicologica sul luogo di lavoro.
Quindi una persona che usa il suo potere, la sua carica istituzionale per attaccare gli studenti in questo caso, prevaricandoli, umiliandoli, si può definire un Mobber verticale?
Reputo proprio di si, soprattutto se il contesto in cui avvengono determinati comportamenti sono contesti educativi.
Ma cosa provocano determinati comportamenti vessatori nei confronti di chi li subisce?
Danni psicologici (ansia, depressione, PTSD, perdita di autostima, isolamento), fisici (disturbi gastrointestinali, insonnia, problemi cardiaci), e relazionali, minando la dignità e la capacità lavorativa e spesso portando a dimissioni o licenziamento. Le vittime si sentono impotenti, svalutate e provano vergogna, faticando a spiegarsi l'accaduto.
Un giovane studente spesso si sente insicuro, giudicato, non all’altezza magari dell’indirizzo che ha scelto. L’opera di rinforzo che ha fatto Bernini sicuramente ha minato l'autostima di persone già insicure magari in cerca di certezze e comprensione.
Inaccettabile passarci sopra e far finta che nulla sia accaduto. Lo dobbiamo alle future generazioni che sono dotate sicuramente non solo di intelletto e capacità di discernimento ma anche di tanta sensibilità che spesso manca alle figure di riferimento.
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