Oggi si firma per l'Autonomia Differenziata ma i LEP sono ancora da definire
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud:
impatti su sanità e infrastrutture
Il tema dell’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud torna al centro del dibattito politico in vista delle prossime elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia. La questione è cruciale perché riguarda la distribuzione di risorse, infrastrutture e servizi essenziali come la sanità, con impatti diretti sull’equità territoriale e sociale.
Comprendere le implicazioni dell’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud è fondamentale per valutare le conseguenze sui cittadini, sulle regioni e sul sistema pubblico nazionale.

La pre-intesa sull’autonomia differenziata
Le materie coinvolte
Il Ministro Roberto Calderoli e il governatore Attilio Fontana hanno firmato a Palazzo Lombardia i documenti per la pre-intesa con il Governo sulle prime quattro materie senza definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni):
- Protezione civile
- Professioni
- Previdenza complementare e integrativa
- Parte della sanità
Disuguaglianze storiche e percepite tra Nord e Sud
Il divario economico
L’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud affonda le radici in differenze storiche:
- Dopo l’Unità d’Italia, l’industrializzazione ha favorito il Nord, chiudendo fabbriche al Sud
- Divario persistente nel PIL pro capite e nei tassi di investimento
- Secondo Eurispes (2020), il Sud continua a registrare condizioni di vita inferiori
Fondi sottratti al Sud
- Analisi Svimez: 60-61 miliardi sottratti al Sud all’anno
- Include spese di società partecipate come Eni, Enel, Poste Italiane e Leonardo
- Criticità: dati non sempre comparabili con i totali ISTAT
I fondi di perequazione e le infrastrutture
Riduzione dei finanziamenti
La politica dei fondi perequativi evidenzia una significativa riduzione sotto il Governo Meloni:
- Vecchio fondo infrastrutturale fino al 2033: 4,6 miliardi
- Nuovo fondo 2024: 890 milioni
- Obiettivo: infrastrutture stradali, ferrovie, ospedali e scuole nel Mezzogiorno
Conseguenze principali
- Ampliamento delle disuguaglianze tra regioni ricche e regioni del Sud
- Mobilità sanitaria: fuga di pazienti e professionisti verso il Nord
- Rischio di violazione costituzionale: principio di uguaglianza e accesso alla salute compromesso
Sanità e autonomia differenziata: rischi per il Sud
L’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud in ambito sanitario può compromettere il principio di universalità del SSN:
- Possibile trasformazione della sanità in un bene pubblico privilegiato per alcune regioni
- Necessità di colmare prima il gap strutturale tra Nord e Sud
- Revisione del Fondo Sanitario Nazionale e controllo statale essenziali per garantire equità
Mini riepilogo
- Riforma rischiosa se attuata senza riequilibrio
- Sud a rischio di servizi sanitari inadeguati
- Controllo centrale necessario per tutelare i cittadini
Conclusione
L’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud rappresentano un nodo centrale per la coesione nazionale. Per garantire equità e uniformità nell’accesso ai servizi, il Governo dovrebbe:
- Definire i LEP prima di estendere autonomie
- Garantire fondi sufficienti per infrastrutture e sanità
- Mantenere il controllo statale sulle risorse e sulla distribuzione
Solo così sarà possibile ridurre il divario tra Nord e Sud e assicurare a tutti i cittadini un accesso equo ai servizi essenziali, evitando che l’autonomia differenziata aumenti ulteriormente le disuguaglianze.
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