18 novembre 2025

Oggi si firma per l'Autonomia Differenziata ma i LEP sono ancora da definire

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud:

impatti su sanità e infrastrutture


Il tema dell’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud torna al centro del dibattito politico in vista delle prossime elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia. La questione è cruciale perché riguarda la distribuzione di risorse, infrastrutture e servizi essenziali come la sanità, con impatti diretti sull’equità territoriale e sociale.

Comprendere le implicazioni dell’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud è fondamentale per valutare le conseguenze sui cittadini, sulle regioni e sul sistema pubblico nazionale.

La pre-intesa sull’autonomia differenziata

Le materie coinvolte

Il Ministro Roberto Calderoli e il governatore Attilio Fontana hanno firmato a Palazzo Lombardia i documenti per la pre-intesa con il Governo sulle prime quattro materie senza definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni):

  • Protezione civile
  • Professioni
  • Previdenza complementare e integrativa
  • Parte della sanità


Disuguaglianze storiche e percepite tra Nord e Sud

Il divario economico

L’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud affonda le radici in differenze storiche:

  • Dopo l’Unità d’Italia, l’industrializzazione ha favorito il Nord, chiudendo fabbriche al Sud
  • Divario persistente nel PIL pro capite e nei tassi di investimento
  • Secondo Eurispes (2020), il Sud continua a registrare condizioni di vita inferiori

Fondi sottratti al Sud

  • Analisi Svimez: 60-61 miliardi sottratti al Sud all’anno
  • Include spese di società partecipate come Eni, Enel, Poste Italiane e Leonardo
  • Criticità: dati non sempre comparabili con i totali ISTAT


I fondi di perequazione e le infrastrutture

Riduzione dei finanziamenti

La politica dei fondi perequativi evidenzia una significativa riduzione sotto il Governo Meloni:

  • Vecchio fondo infrastrutturale fino al 2033: 4,6 miliardi
  • Nuovo fondo 2024: 890 milioni
  • Obiettivo: infrastrutture stradali, ferrovie, ospedali e scuole nel Mezzogiorno

Conseguenze principali

  • Ampliamento delle disuguaglianze tra regioni ricche e regioni del Sud
  • Mobilità sanitaria: fuga di pazienti e professionisti verso il Nord
  • Rischio di violazione costituzionale: principio di uguaglianza e accesso alla salute compromesso


Sanità e autonomia differenziata: rischi per il Sud

L’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud in ambito sanitario può compromettere il principio di universalità del SSN:

  • Possibile trasformazione della sanità in un bene pubblico privilegiato per alcune regioni
  • Necessità di colmare prima il gap strutturale tra Nord e Sud
  • Revisione del Fondo Sanitario Nazionale e controllo statale essenziali per garantire equità

Mini riepilogo

  • Riforma rischiosa se attuata senza riequilibrio
  • Sud a rischio di servizi sanitari inadeguati
  • Controllo centrale necessario per tutelare i cittadini


Conclusione

L’autonomia differenziata e disuguaglianze nel Sud rappresentano un nodo centrale per la coesione nazionale. Per garantire equità e uniformità nell’accesso ai servizi, il Governo dovrebbe:

  • Definire i LEP prima di estendere autonomie
  • Garantire fondi sufficienti per infrastrutture e sanità
  • Mantenere il controllo statale sulle risorse e sulla distribuzione

Solo così sarà possibile ridurre il divario tra Nord e Sud e assicurare a tutti i cittadini un accesso equo ai servizi essenziali, evitando che l’autonomia differenziata aumenti ulteriormente le disuguaglianze.


 

 


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