Perché gli italiani dovrebbero destinare soldi pubblici alle armi privandosi dei servizi essenziali?
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Il Governo non pone questo quesito ai cittadini che vivono la carenza di servizi essenziali quotidianamente e sulla loro pelle

Il Governo italiano non pone questo quesito ai cittadini che vivono quotidianamente la carenza di servizi essenziali sulla loro pelle. Ma il loro parere evidentemente conta poco.
Il nostro paese sta rinunciando al futuro perché le scelte di oggi si ripercuoteranno sul domani e sulle future generazioni. Indebitamento, inquinamento, diritti negati questo è il rischio a cui andremo in contro.
Il Ministro dell’Economia Giorgetti della Lega, qualche giorno fa ha confermato che l’Italia ha chiesto all’Europa un prestito di 22 miliardi di euro destinati al riarmo.
Quali sono le regole europee?
Per consentire investimenti nella difesa senza violare rigidamente i vincoli di bilancio del Patto di Stabilità, l’Unione Europea ha introdotto deroghe e flessibilità che permettono agli Stati di indebitarsi maggiormente se le risorse sono destinate a specifici settori strategici, tra cui transizione energetica e trasporti.
Perché non unirci in Europa per una difesa comune?
Magari diminuendo i costi, potremmo migliorare l’efficienza riducendo le duplicazioni degli armamenti pesanti dei singoli Stati, migliorando così l’efficienza industriale che garantisca un peso politico più forte.
Ma alcuni governi sono riluttanti a cedere la propria sovranità sulle forze armate.
La politica perderebbe in visibilità, forza politica interna, scelte diverse dei vari paesi, molti stati oggi si fidano più della Nato e degli USA che di un piano europeo.
Destinare tanti soldi in armi, significa indebitarsi per almeno i prossimi 40 anni, a discapito di settori in grave crisi come: la sanità, il welfare, l’istruzione, la transazione ecologica i trasporti la sicurezza sul lavoro.
In un paese dove il debito pubblico è molto elevato, un ulteriore ricorso al deficit per finanziare ciò che di fatto non produrrà nulla per il paese, è una strategia quantomeno azzardata.
Ma cosa potremmo comprare noi italiani con 22 miliardi?
Mi sono avvalsa del supporto dell’intelligenza artificiale per valutare i costi di servizi ad alto impatto per la popolazione. E il dato è sconcertante.
Sanità e assistenza: 6,0 mld di cui 2,5 mld destinati all’abbattimento delle liste d’attesa (nuove assunzioni, ore straordinarie, incentivi al personale), 2,0 mld per la rete cure domiciliari e telemedicina (dispositivi centrali operative, assunzioni di circa 20.000 infermieri) 1,5 mld di presidi territoriali e potenziamento rete di salute mentale.
Scuola: 4,5 mld ci cui 2,0 mld in costruzione gestione e ampliamenti asili nido pubblici, 1,5 mld riqualificazione edilizia scolastica e apertura campus fino a sera, 1,0 mld fondo per il diritto allo studio (borse di studio alloggi universitari).
Welfare e famiglia: 4,0 mld di cui 1,5 mld voucher caregiver, non autosufficienza e potenziamento assistenti sociali, 1,5 mld piano social housing e fondo garanzia affitti, 1,0 mld estensione e copertura al 100% del congedo paternità paritario.
Trasporti e mobilità: 3,5 mld per acquisto treni regionali e autobus elettrici, 1,0 mld sussidi e abbonamenti integrati e agevolati per studenti e under 30.
0,5 mld per la digitalizzazione e servizi di trasporto pubblico a chiamata nelle aree interne.
Ricerca e innovazione: 2,5 mld per il fondo rientro cervelli, borse post-doc e progetti giovani ricercatori, 1,0 mld per la realizzazione di poli tecnologici e incubatori di trasferimento tecnologico.
Sicurezza sul lavoro: 1,5 mld credito d’imposta per le aziende che erogano formazione avanzata certificata, 0,6 md assunzioni di ispettori del lavoro, digitalizzazione e incrocio banche dati INPS/INAIL.
Quindi quanti servizi potremmo garantire con tutti questi soldi che si vogliono destinare alle armi. E mentre il dipartimento per la difesa si arricchisce di armi, il cittadino italiano che non può permettersi le cure muore. Sembra un vero e proprio paradosso, non vi pare?


Condividi questo articolo




