La dimensione sociale nelle politiche dell’Unione europea, messa oggi in forte discussione
Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

L’Unione europea (all’art.10 del TFUE) nella definizione e attuazione delle sue politiche e azioni, mira a combattere le discriminazioni

L’Unione europea (all’art.10 del TFUE) nella definizione e attuazione delle sue politiche e azioni, mira a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza e l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.
Oggi è messa in forte discussione, dagli stessi Stati Membri e da politiche repressive che avanzano di giorno in giorno.
L’Unione Europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranza.
Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra uomini e donne.
Ma quando si ha il primo lancio del programma d’azione sociale in Europa?
Nel trattato di Amsterdam del 1997, dopo l’emanazione del libro verde e del libro bianco, la politica sociale europea e sui valori condivisi, vede introdotte nuove disposizioni su base giuridica, che riguardano altre aree di collaborazione in ambito sociale:
- Le politiche dell’occupazione
- Le politiche sociali
- La lotta alle discriminazioni
Il Trattato di Nizza 2001
Introduce riforme istituzionali in vista del grande allargamento del 2004, dieci nuovi paesi entreranno a far parte dell’UE. Viene introdotta la Carta dei diritti fondamentali dell’UE .
Il Trattato di Lisbona 2007
Vede bocciato il tentativo di adottare una Costituzione Europea, ma nel 2007 viene firmato a Lisbona un nuovo trattato TCE denominato TFUE, Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea.
Il trattato modifica la struttura o meglio gli obiettivi e la governance dell’UE, per consentire l’avanzamento dell’integrazione economica e sociale anche in vista dell’allargamento ai 27 paesi membri.
La dimensione sociale del processo di integrazione viene valorizzata attraverso l’individuazione di valori comuni, che sono alla base del progetto dell’UE e il rafforzamento della base giuridica e delle politiche sociali. Viene attribuito valore giuridico vincolante alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE proclamata a Nizza nel 2000.
La CARTA ridefinisce valori, obiettivi e modalità operative dell’integrazione europea rafforzandone la dimensione sociale. Per la prima volta vengono indicati i valori alla base dell’integrazione (art.2 TFUE), alla Carta viene attribuito valore giuridico, vincolante. L’inclusione sociale e la tutela dei diritti dei minori sono integrati tra gli obiettivi dell’UE (art.3 TFUE).
L’inclusione sociale, la promozione della parità di genere e delle pari opportunità sono obiettivi trasversali in tutti gli ambiti di intervento dell’UE.
Il riconoscimento di valori comuni condivisi dagli stati membri richiama l’attenzione verso l’integrazione politica.
I valori alla base del processo di integrazione (art. 2 TFUE)
L’Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranza.
Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra uomini e donne.
Questo articolo è molto importante in quanto non ha solo valore simbolico e politico ma anche degli effetti concreti:
- Il rispetto dei valori è condizione per l’adesione all’Ue (art.49 TUE)
- La grave violazione dei valori può dare luogo ad una sospensione dall’appartenenza all’Ue (aart.7 TUE)
- La promozione dei valori nell’azione interna ed esterna è uno degli obiettivi dell’Ue (art.3 TUE)
- In coerenza con il riconoscimento di questi valori fondanti, il Trattato di Lisbona attribuisce valore giuridico vincolante alla carta dei diritti fondamentali dell’Ue (art. 6 TUE)
Adesione ai valori art.49 TUE
“In caso di accertamento di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei valori di cui all’articolo 2 è possibile deliberare la sospensione di alcuni diritti spettanti allo Stato”.
“ I popoli d’Europa nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato sui valori comuni”.
Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza, e della solidarietà: essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione europea e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
Concludendo:
viste le nuove proposte e promesse elettorali, viene da pensare che i nuovi leader vorrebbero l’Italia fuori dall’UE. Coloro che seguono queste politiche tarate su valori esattamente opposti a quelle dell’UE, sono consapevoli dei rischi a cui andiamo in contro?
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