26 agosto 2026

Il ruolo della donna nella storia e il ritorno alle origini con le nuove politiche

Articolo scritto da Gabriella Scrimieri

Nella prima metà del Novecento, il ruolo della donna è stato costantemente interpretato attraverso la lente della demografia e della propaganda politica

Durante la seconda guerra mondiale in Italia come in Germania, questa funzione divenne centrale ma al contempo fortemente riduttiva: la figura femminile fu relegata allo stereotipo della madre devota e prolifica, il cui compito principale era fornire braccia e soldati alla macchina bellica del paese.

C’è tuttavia un risvolto meno conosciuto e nettamente economico

La donna non serviva solo a fare figli, ma ad ammortizzare i costi dello Stato. Assumendosi l’intero carico dell’assistenza dei figli, mariti e anziani infermi, la donna agiva come un ammortizzatore sociale naturale. Garantendo questo welfare domestico gratuito, permetteva alle casse pubbliche di non investire nelle spese sociali e di concentrare ogni risorsa sullo sforzo di guerra. Il prezzo di questo sistema fu l’annullamento dell’emancipazione femminile, privata dell’accesso all’istruzione e alle opportunità di crescita, la donna rimaneva in una condizione di totale subalternità alle dipendenze economica del capofamiglia.


Il ruolo della donna durante il periodo Fascista

Il 26 maggio del 1927 durante il famigerato discorso dell’Ascensione, Mussolini parlando del calo demografico affermò “se diminuiscono le nascite non si fa l’impero ma si diventa una colonia, senza il numero tutto decade tutto crolla”. “

La potenza militare dello Stato, l’avvenire e la sicurezza della nazione sono legati al problema demografico, assillante in tutti i paesi di razza bianca e anche nel nostro”.

        -La giornata della madre e del fanciullo, la tassa sul celibato e la sua condanna morale, tutto concorre alla difesa della razza (B. Mussolini, Discorso del 18 marzo 1934).

Nei confronti delle donne, si innescano una serie di misure coercitive da parte del regime fascista. Donne ridotte a meri strumenti della prolificità del popolo e della loro emancipazione.

“Sono necessarie pene severissime e senza alcun riguardo per ogni scherno e derisione del matrimonio, della famiglia,  della maternità e delle misure prese contro il regresso delle nascite.

Poi è necessaria una radicale trasformazione dello Stato da un istituto di assistenza, il ritorno della burocrazia al concetto di servire lo Stato. Inoltre e soprattutto, la lotta contro gli eccessi dell’emancipazione delle donne e contro la prostituzione; contro la facilitazione legale del divorzio e la mitigazione delle pene per l’aborto; lotta contro la propaganda sul controllo delle nascite. E’ necessaria una cura esatta dei lattanti, cioè per mezzo della madre non in istituti, contro l’alimentazione artificiale dei lattanti (Korherr, Regresso delle nascite, 2020)”.


               Durante il periodo fascista fu introdotto il delitto d’onore

L'articolo 587 del Codice Penale fu introdotto durante il periodo fascista nel 1930, e sebbene la norma fosse scritta in modo neutro ("chiunque"), nella pratica giudiziaria e nella società applicava sconti di pena quasi esclusivamente agli uomini che uccidevano le donne della famiglia.

L'impostazione del regime: Il fascismo inserì questa norma per difendere una visione patriarcale e   gerarchica della famiglia, dove l'onore dipendeva dal controllo della sessualità femminile.

 

L’Aborto durante il regime fascista

Durante il regime fascista di Benito Mussolini l'aborto era severamente proibito e considerato un reato penale. Secondo Il Codice Rocco del 1930, l'aborto divenne ufficialmente un crimine. Era inserito tra i delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe.

Mussolini considerava l'interruzione di gravidanza un attacco contro la potenza demografica dello Stato e    la razza.


Le Pene Previste

Þ    La legge puniva sia il medico o chiunque praticasse l'aborto sia la donna che vi si sottoponeva

Þ    Le pene arrivavano fino a 5 anni o più di reclusione, con aggravanti se la donna subiva lesioni o moriva

Þ    Il regime proibì anche il controllo delle nascite e la contraccezione per favorire la crescita demografica

Þ    Queste norme restrittive rimasero in vigore in Italia per decenni dopo la caduta del fascismo, fino all'approvazione della legge 194 nel 1978 che ha legalizzato l'interruzione volontaria di gravidanza.

Per Benito Mussolini, l'aumento delle nascite era essenziale per rafforzare la potenza militare e demografica dell'Italia fascista.


Il Legame con l'Esercito

Più nascite significavano più soldati per il futuro. Mussolini collegava direttamente il numero dei cittadini alla forza militare, usando spesso l'espressione "milioni di baionette" per indicare la forza dell'esercito italiano nelle sue mire espansionistiche.

Le Azioni del Regime

Per raggiungere questo scopo, lo Stato mise in atto forti incentivi e obblighi

Þ     Tassa sui celibi: Gli uomini non sposati pagavano una tassa speciale

Þ     Premi per la natalità: Le famiglie numerose ricevevano riconoscimenti e aiuti economici

Þ     Ruolo della donna: La donna era vista principalmente come madre e custode della razza e della patria

Þ     Divieti: Furono proibiti l'aborto, la vendita di contraccettivi e limitato l'accesso delle donne agli impieghi pubblici

 

E se una donna partoriva un bambino disabile?

L'ideologia fascista considerava i bambini disabili o con alterazioni psichiche (definiti all'epoca "anormali" o "frenastenici") come elementi non conformi al mito della forza, dell'efficienza e della "rigenerazione della razza" propugnato dal regime.

La gestione di questa categoria di infanzia da parte del fascismo si articolò attraverso dinamiche specifiche:

Esclusione, internamento e "Bonifica Umana"

Invece dell'eliminazione fisica, il regime fascista scelse la via dell'emarginazione istituzionale. I bambini con gravi disabilità fisiche o psichiche venivano progressivamente allontanati dalla società ed esclusi dai percorsi educativi standard (come l'Opera Nazionale Balilla). Venivano quindi rinchiusi in:

Þ     Istituti medico-pedagogici

Þ     Scuole speciali o differenziali

Þ     Manicomi (all'interno dei quali, tra gli anni '30 e '40, si registrò un drastico aumento dei ricoveri e tassi elevatissimi di mortalità dovuti a stenti e abbandono)

Þ     L'obiettivo del regime era la "bonifica della razza":

nascondere ciò che non corrispondeva all'ideale del cittadino-soldato produttivo e utile alla patria

 

E nella Germania di Hitler- qual’ era il ruolo della Donna

“La missione della donna non è nella sfera politica, né nella competizione intellettuale, ma nel cuore della vita la maternità”. E’ lei la custode del sangue, la continuatrice della stirpe, la madre del popolo.

Quando una donna rinuncia al suo compito naturale per cercare gloria personale e indipendenza, tradisce se stessa e la comunità. La vera libertà non sta nell’imitare l’uomo, ma compiere con devozione il ruolo che la natura le ha affidato.

In una Germania rinnovata, la donna non sarà più schiava delle mode straniere e delle teorie dell’uguaglianza, ma tornerà al centro della vita nazionale come madre e moglie. La sua dignità non sta nel comando, ma nel dono. Non nella forza ma nella fedeltà. Non nell’ambizione ma nella disciplina, nella purezza e nella preparazione alla maternità. Una nazione è forte se le madri sono forti. Solo così si potranno garantire continuità della razza e solidità della famiglia tedesca.

Le donne degne riceveranno medaglie d’oro per il numero di figli. Incentivi per il matrimonio, onori pubblici. Ma il loro spazio d’azione è limitato all’ambito domestico. Niente carriera o politica.

Parallelamente, tutte le forme di femminilità verranno marginalizzate o criminalizzate.

Le donne ebree, rom, comuniste, lesbiche o semplicemente indipendenti saranno oggetto di sospetto, sorveglianza, repressione. L’autonomia verrà vista come minaccia alla salute della razza (Inside, Mein Kamft, La mente dietro l’Olocausto,  Edition Res,)”.

 

E se una donna partoriva un bambino disabile?

Adolf Hitler considerava i bambini con disabilità fisiche o mentali come un peso per lo Stato e una minaccia per la purezza genetica della razza ariana, definendoli "vite indegne di essere vissute" (Lebensunwertes Leben). Secondo l'ideologia nazista, questi bambini non potevano servire la patria come soldati o lavoratori e consumavano risorse economiche e mediche che dovevano essere destinate ai cittadini sani.

Questa visione portò all'attuazione di politiche sistematiche di sterminio:

Þ     Il Programma Aktion T4: Iniziato nel 1939, fu il programma ufficiale di eutanasia di massa che portò all'uccisione di decine di migliaia di bambini e adulti disabili.

Þ     La classificazione: I medici nazisti identificavano i neonati e i bambini affetti da sindrome di Down, idrocefalia, paralisi cerebrale, cecità, sordità o gravi malformazioni.

Þ     I metodi di eliminazione: I bambini venivano strappati alle famiglie e trasferiti in reparti speciali (chiamati Kinderfachabteilungen), dove venivano uccisi tramite iniezioni letali, fame indotta o avvelenamento da gas.


 Proposte politiche e ruolo della donna in Futuro Nazionale - Seconda parte del programma

Reddito di genitorialità Famiglia e diritti delle coppie omosessuali

Uno dei punti più lunghi della seconda parte del programma è dedicato ai valori che il partito definisce “non negoziabili”: demografia, vita, famiglia e identità cristiana”.

Secondo il partito l’unica famiglia da riconoscere e sostenere è quella composta da uomo e donna.

Da questa impostazione derivano proposte su diritti delle coppie omosessuali, adozioni, gestazione per altri e politiche a favore della natalità.   

Le coppie omosessuali non potranno adottare bambini e l’unione non sarà riconosciuta.

Aumento della pena da 5 a 10 anni per la gestazione per altri.
 
Contro aborto e fine vita

Il partito propone di rafforzare gli strumenti per prevenire l’interruzione di gravidanza.

Tra le misure previste:

Þ    più presenza di associazioni pro-vita nei consultori

Þ    sostegni economici alle donne in difficoltà

Þ    iniziative per consentire alle donne incinte di vedere il feto e ascoltare il battito cardiaco

Þ    divieto di somministrare la pillola abortiva RU-486, in regime ambulatoriale, o domiciliare

Þ    rafforzamento dell’obiezione di coscienza

Þ    Il partito vuole modificare il Codice Civile riconoscendo al concepito alcuni diritti già durante la gravidanza

Þ    istituire il 25 marzo una Giornata Nazionale della Vita Nascente

Þ    obbligo di culle per la vita negli ospedali con reparti di maternità

Þ    sostegno economico alle case rifugio

Þ    piano nazionale per la vita nascente, la prevenzione dell’aborto e il sostegno delle donne


Più voti ai genitori

Voto plurimo per i genitori. Assegnare ai genitori schede elettorali aggiuntive in rappresentanza dei figli minorenni.


Reddito di genitorialità e mutuo tricolore

Introduzione di un quoziente familiare, che tenga contro non solo del reddito, ma anche del numero di persone che vivono grazie a quel reddito. Detrazioni fiscali crescenti con l’aumentare del numero dei figli: più alte per il primo figlio, ma ancora maggiori per il secondo e incrementate dal terzo in poi.

Per il reddito di genitorialità il meccanismo previsto sarebbe un genitore che ha un figlio negli ultimi tre anni possa lasciare il proprio posto di lavoro a una persona che riceve una misura di sostegno al reddito. Una parte della spesa risparmiata dallo Stato per il sussidio verrebbe trasferita al genitore che lascia il lavoro per occuparsi dei figli. Come alternativa, il programma valuta un reddito di rinascita destinato alle madri italiane fino ai 12 o 18 anni di età dei figli, con importo crescente in base al numero.

Tra le altre proposte ci sono, asili nido a basso costo, alloggi agevolati per giovani coppie sposate esenzione canone RAI con famiglie con più di 3 figli, oltre al Mutuo tricolore, cioè mutuo agevolato per le famiglie in cui il tasso di interesse diminuirebbe alla nascita di ogni figlio. A ogni nascita sarebbe prevista una sospensione temporanea delle rate, senza accumulo di interessi.
 

Conclusioni: ogni donna si faccia un’idea ripercorrendo le 3 fase storiche sopra descritte. Trovate alcune similitudini?  Ma soprattutto dopo anni di battaglie e conquiste vogliamo davvero tornare agli anni in cui la donna non era considerata una persona ma una macchina per sfornare figli?

E se poi una donna partorisse un figlio con disabilità, come dovremmo comportarci? Esiste un programma già scritto?


 

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Come funziona l'iniziativa dei cittadini europei La proposta sul reddito di base europeo incondizionato è stata registrata dalla Commissione Europea il 7 luglio 2026 . Attualmente la raccolta firme non è ancora iniziata. Le prossime fasi Gli organizzatori avranno: 6 mesi di tempo dalla registrazione per completare gli aspetti organizzativi e fissare la data di avvio della raccolta firme; 12 mesi per raccogliere le adesioni una volta aperta ufficialmente l'iniziativa. Per consentire alla Commissione Europea di esaminare formalmente la proposta sarà necessario raggiungere contemporaneamente due requisiti: almeno 1 milione di firme di cittadini dell'Unione Europea; superare la soglia minima prevista in almeno 7 Stati membri. Reddito di base europeo incondizionato e povertà in Italia Il tema del reddito di base europeo incondizionato assume particolare rilevanza anche alla luce dei dati italiani sulla povertà. 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